Leclerc, un pilota sfinito alla ricerca di un rilancio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La faccia di Charles Leclerc, al termine del Gran Premio di Monza, era un libro aperto che raccontava una storia di stanchezza e disillusione. Le sue parole, per quanto misurate, hanno dipinto il ritratto di un uomo che fatica ad accettare una realtà fatta di rassegnazione, mentre la postura e il tono di voce tradiscono una resa di fronte a un presente opaco e a un futuro che sembra offrire scarse opportunità. «Dico sempre le stesse cose», ha affermato il pilota, ormai provato da una lunga storia d’amore con la Ferrari che, in questo momento, non produce la gioia e l’allegria che ci si aspetterebbe.
Il quarto posto ottenuto nel tempio della velocità italiana, seguito dal sesto del compagno di squadra Carlos Sainz, non può essere considerato un risultato in grado di lasciare il sorriso, specie se confrontato con la vittoria assoluta di Max Verstappen su Red Bull. La RB21 ha dominato la gara senza lasciare briciole agli avversari, dimostrando un margine che appare incolmabile. Le grandi aspettative nutrite nel box del Cavallino, alimentate da una vettura che in certe condizioni sa essere competitiva, si sono infrante contro il muro di una performance superiore.
Il team principal Frédéric Vasseur, nel tentativo di analizzare la prestazione, ha parlato di un distacco minimo, di quel “ultimo decimo” mancato per competere con la McLaren, la quale, a sua volta, è stata surclassata dalla forza della Red Bull. Tuttavia, le giustificazioni suonano come un’arte per rendere accettabile l’inaccettabile per un team dal palmarès così glorioso. Leclerc, da parte sua, ha espresso un giudizio tranchant: prima di Monza non aveva fiducia nella possibilità di vincere nel 2025, e quell’appuntamento non ha fatto che confermare il suo scetticismo.




