Palmeri e il rebus Bastoni: “Situazione complicata”, ma il prezzo lo fissa l’Inter
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Redazione Sport
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La pazienza, si sa, non è una virtù che appartiene al calciomercato, specialmente quando in ballo c’è un difensore del calibro di Alessandro Bastoni e sullo sfondo si staglia il fascino ambiguo del Barcellona. Eppure, in questa querelle che sembra destinata ad animare le prossime settimane, emerge una verità che sa quasi di paradosso: il giocatore, nonostante le sirene spagnole, non cercherebbe la via d’uscita per un rapporto incrinato con l’ambiente nerazzurro. A gettare luce su questa dimensione intima e complessa è il giornalista Tancredi Palmeri, il quale dipinge un ritratto del centrale italiano lontano dagli stereotipi del mercenario pronto a cambiare bandiera per denaro o gloria.
Secondo l’analisi di Palmeri, infatti, il malessere di Bastoni – qualora dovesse davvero concretizzarsi una separazione dall’Inter – non nascerebbe da un conflitto con la tifoseria o con lo spogliatoio; anzi, proprio le recenti polemiche (quelle relative alla simulazione che fece infuriare la Juventus e il successivo rosso pesantissimo rimediato con la Nazionale contro la Bosnia) avrebbero paradossalmente saldato un legame ancora più forte tra il giocatore e il mondo interista, che lo ha protetto a spada tratta. Eppure, Palmeri introduce una sfumatura psicologica non trascurabile: il peso di questi eventi, la sensazione di essere costantemente sotto i riflettori per episodi considerati sproporzionati rispetto alla reale gravità (“mica ho ucciso nessuno”, sembra chiedere lui), avrebbe generato in Bastoni un senso di soffocamento. Non una fuga dall’Inter, insomma, ma forse una fuga da un contesto – quello italiano, più ampio e giudicante – che non gli concede tregua.
Se da un lato l’aspetto umano e la stanchezza mediatica del calciatore giocano un ruolo centrale nelle voci di mercato, dall’altro il fronte dirigenziale resta blindato come una linea difensiva all’antica. Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha rotto gli indugi con la consueta schiettezza: chi vuole Bastoni chiami, e smetta di “parlare”. Un messaggio chiaro, spedito senza troppi giri di parole, che suona quasi come un invito a smettere le manovre diplomatiche a distanza. Il ds nerazzurro ha ribadito la soddisfazione per il rendimento del giocatore – ancora legato al club fino al 2028 – e ha liquidato le indiscrezioni spagnole con una certa sufficienza, scaricando l’onere della trattativa sulla controparte.
Ma è proprio dalla Spagna che arrivano le avvisaglie più concrete, seppur condizionate. Secondo quanto riportato da Mundo Deportivo, il Barcellona avrebbe già un accordo di massima con l’entourage del giocatore, il quale avrebbe anzi rifiutato corteggiamenti dalla Premier League (Liverpool in primis) in attesa di una fumata blaugrana. E qui si inserisce il vero nodo della vicenda, rappresentato dalla figura di Hansi Flick. L’allenatore tedesco, pur confermando la necessità di intervenire sul mercato per rendere il Barcellona competitivo in Europa, ha dribblato le domande dirette sul nome di Bastoni, insistendo sulla necessità di “non fare sciocchezze”.
Il paradosso Flick e la valutazione di mercato
Senza l’approvazione definitiva del tecnico – che avrebbe chiesto tempo per valutare l’impatto del centrale italiano nel suo scacchiere – l’operazione resta in stand-by. Flick, si dice, parla quotidianamente con il direttore sportivo Deco, e la sua voce in capitolo è determinante per evitare investimenti sbagliati. Nel frattempo, l’Inter non ha alcuna intenzione di svendere il suo gioiello: la valutazione del cartellino di Bastoni si aggirerebbe intorno ai 70 milioni di euro, una cifra che i catalani, alle prese con i consueti equilibri finanziari, cercheranno probabilmente di abbassare inserendo contropartite tecniche.
L’attesa per il sì decisivo
La situazione, quindi, è quella di un’impasse destinata a risolversi solo nelle prossime settimane. Da una parte c’è un giocatore che, pur sentendo di non reggere più la pressione italiana, non vuole forzare la mano in modo traumatico; dall’altra un Barcellona che deve ancora sciogliere le riserve tecniche più importanti. Le dichiarazioni di Ausilio, per quanto nette, non hanno chiuso del tutto la porta, ma hanno semplicemente alzato il prezzo del biglietto. La palla, adesso, passa agli spagnoli e a quelle famose “telefonate” che, almeno per ora, sembrano essere rimaste ancora in silenzio.




