Lago Maggiore in secca, la darsena di Arona diventa un prato: arriva l’acqua dal lago di Lugano
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Redazione Interno
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La darsena di Arona, l’insenatura di via del Porto che da fine luglio non vede più scorrere l’acqua del Lago Maggiore, si è trasformata in un piccolo prato. La terra, ormai, ha preso il posto dell’acqua, e lo scenario che si presenta agli occhi dei passanti è a dir poco desolante: l’erba cresce dove un tempo c’era il livello del lago, segno evidente di una siccità che non accenna a fermarsi.
Un contraltare, se così si può dire, a questa immagine di secca arriva dalla prima operazione di pulizia promossa da un nutrito gruppo di volontari, che domenica mattina hanno approfittato del ritiro delle acque per diversi metri dalla costa per rimboccarsi le maniche e ripulire le spiagge, come ha annunciato sui social l’assessora con delega a Educazione e Conoscenza Monica D’Alessandro.
Un accordo italo-svizzero per fronteggiare l’emergenza idrica
Per far fronte a questa criticità, che mette a dura prova non solo il lago ma anche le aree agricole che dipendono dalle sue acque, Italia e Svizzera hanno raggiunto un accordo d’emergenza. La riunione dell’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del bacino, convocata d’urgenza dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha sancito una misura immediata: l’erogazione a Ponte Tresa dal Lago di Lugano verrà aumentata dagli attuali 3 a 8 metri cubi al secondo.
I due bacini, va ricordato, sono collegati, e l’incremento del flusso confluirà in gran parte nel Lago Maggiore, contribuendo a sostenere il comparto risicolo di valle, come specifica il ministero in una nota ufficiale.
Le conseguenze della siccità sul Verbano e le misure straordinarie
La situazione del Lago Maggiore, che sta viaggiando verso minimi storici, ha reso necessario un intervento che potremmo definire di emergenza, e che vede Italia e Svizzera collaborare per arginare la crisi idrica. L’accordo prevede che l’acqua del lago di Lugano, tramite il piccolo fiume che collega i due bacini, venga convogliata in modo straordinario per rifornire il Verbano.
Una decisione, quella di aumentare la portata a Ponte Tresa, che arriva in un momento in cui la siccità della valle del Po si fa sempre più grave, e che mira a dare un sollievo immediato alle attività agricole e all’ecosistema del lago. La darsena di Arona, con il suo piccolo prato al posto dell’acqua, rimane l’immagine più emblematica di una emergenza che richiede risposte tempestive e coordinate, come quella messa in campo dai due Paesi.
L’impegno dei volontari e il monitoraggio della situazione
Mentre la politica e le istituzioni mettono in campo accordi internazionali per garantire l’approvvigionamento idrico, sul territorio c’è chi si attiva in prima persona. Il gruppo di volontari che domenica ha ripulito le coste, approfittando del lago ritirato, rappresenta una risposta concreta e immediata a un cambiamento ambientale che appare sempre più evidente. L’assessora D’Alessandro, con il suo annuncio sui social, ha voluto sottolineare l’importanza di queste iniziative, che vanno di pari passo con gli interventi strutturali decisi a livello bilaterale.
Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi giorni, con il rilascio straordinario di acqua dal lago di Lugano che dovrebbe iniziare a fare effetto sul livello del Maggiore, ma intanto l’erba che cresce nella darsena di Arona rimane un monito visibile di quanto la crisi climatica stia incidendo sui bacini idrici italiani.
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