Bahrain, Antonelli davanti a tutti: la Mercedes vola, la Ferrari studia l'ala

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sabbia del deserto di Sakhir, che solitamente porta con sé interrogativi e scarso grip, continua a regalare indicazioni precise sul valore in campo, o quantomeno su chi, in questa fase di sviluppo, abbia interpretato al meglio le nuove e complesse normative tecniche. Nella seconda giornata del secondo e conclusivo test collettivo in Bahrain, che è anche il quinto conteggiando la tre giorni della scorsa settimana, è stata ancora una Mercedes a dettare legge, confermando la bontà del progetto W17. Il giovane Andrea Kimi Antonelli, classe 2006, ha piazzato la sua freccia d'argento in cima alla lista dei tempi, fermando il cronometro su un impressionante 1'32"803, un giro ottenuto in chiusura di sessione pomeridiana con gomme a mescola C3 -1. Questo crono non solo rappresenta il miglior rilievo della giornata, ma costituisce anche la prestazione più veloce in assoluto dall'inizio di queste sessioni di prova invernali sul circuito di Sakhir, spostando più in là l'asticella delle prestazioni.

Il tempo del bolognese, che ha letteralmente suonato la carica per il team di Brackley, ha preceduto di soli 58 millesimi la McLaren di Oscar Piastri -2. L'australiano, che nel pomeriggio ha rilevato il campione del mondo Lando Norris, ha dimostrato la solidità del pacchetto MCL40 completando 86 passaggi e confermando la McLaren come una delle realtà più in forma, anche in ottica durata, forte dei 158 giri totali fatti segnare dalla squadra di Woking, un dato che la pone al vertice per affidabilità e capacità di comprendere la nuova monoposto -5. Alle loro spalle, a completare una top three di assoluto rispetto, si è piazzato Max Verstappen con la Red Bull: l'olandese, dopo un weekend trascorso a criticare l'eccessiva gestione dell'energia richiesta dai nuovi ibridi, ha macinato chilometri (137 giri per lui) e chiuso con un 1'33"162 che, sebbene distante tre decimi e mezzo, suggerisce un potenziale di crescita non indifferente -8.

La giornata della Scuderia Ferrari è stata invece contraddistinta da un programma di lavoro atipico, incentrato più sull'innovazione tecnica che sulla ricerca del tempo sul giro. Lewis Hamilton, quarto in classifica con un 1'33"408 a sei decimi dal vertice, ha dovuto fare i conti con una mattinata in gran parte trascorsa ai box per un problema tecnico non meglio specificato, che ne ha limitato il run program -3. Una volta in pista, il sette volte campione del mondo ha potuto sfoggiare la soluzione che ha fatto più discutere gli addetti ai lavori: l'inedita ala mobile posteriore della SF-26, un meccanismo che, una volta attivato il sistema di riduzione della resistenza, ruota quasi capovolgendosi, generando un effetto visivo e, presumibilmente, aerodinamico senza precedenti -1. Una soluzione estrema che, come dimostrato anche nelle prove di partenza da fermo, sembra regalare alla rossa una reattività e una velocità di base non indifferenti.

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