Gp d’Olanda, la McLaren domina le libere mentre la Ferrari arranca a Zandvoort
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Redazione Sport
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Il rientro dalla pausa estiva del campionato di Formula 1, che ha preso il via ieri sul tecnico tracciato olandese di Zandvoort, è stato per la Ferrari un amaro risveglio, un vero e proprio venerdì nero che ha spento sul nascere le aspettative di progresso coltivate nelle settimane di stop. Charles Leclerc, la cui vettura aveva mostrato segnali di miglioramento nelle gare precedenti la sosta, non ha nascosto una profonda frustrazione al termine delle sessioni libere, lamentando una perdita di otto decimi di secondo in sole due curve, un divario che ha definito, senza mezzi termini, «follia». Lewis Hamilton, pur mostrando un cauto ottimismo per la gara di domenica e suggerendo una maggiore competitività nel passo gara, non ha potuto che confermare un distacco preoccupante dalla vanguardia.
Sul fronte opposto, la McLaren ha invece spento le candeline su una giornata pressoché perfetta, consolidando il proprio status di grande favorita e di forza dominante in questa fase della stagione. Le sensazioni emerse dalle due sessioni di prove libere sono state infatti positive, come emerso anche durante la consueta conferenza stampa del venerdì, durante la quale il team principal Andrea Stella ha tracciato un bilancio complessivamente soddisfacente, pur rimarcando la necessità di mantenere la massima concentrazione per fronteggiare una concorrenza sempre agguerrita. Lando Norris ha espresso tutto il suo entusiasmo per il ritorno in pista, mentre il suo compagno di squadra, Oscar Piastri, pur inizialmente più staccato, ha mostrato un netto avvicinamento al ritmo del britannico con il procedere delle sessioni.
La sfida per la vittoria, a questo punto, sembra essersi ristretta a un duello interno al team di Woking, ormai matematicamente certo di aggiudicarsi il titolo costruttori, trasformando il mondiale piloti in una questione privata tra i suoi due talentuosi corridori. Norris e Piastri, i due «rampolli colorati papaya», come vengono spesso soprannominati, sembrano destinati a darsele di santa ragione fino all’ultimo gran premio, marcandosi a vicenda in una lotta serrata che rischia di lasciare poco spazio agli avversari, relegati, nella migliore delle ipotesi, a contendere sporadici successi di tappa.




