Bce, nuove banconote in arrivo ma ci vorranno “diversi anni”: addio definitivo al taglio da 500 euro
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Redazione Economia
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Non accadeva dai primi anni Duemila, quando l’euro sostituì le vecchie valute nazionali, che la Banca Centrale Europea si trovasse a ridisegnare completamente il volto della moneta unica. E invece, a distanza di oltre vent’anni da quella rivoluzione silenziosa fatta di carrelli della spesa e tazzine da caffè, Francoforte ha deciso che è giunto il momento di cambiare look. L’annuncio, che risale al lontano 2021, si è concretizzato solo ora in una scadenza precisa: entro la fine di aprile, i grafici selezionati dovranno presentare le loro proposte per i nuovi sei tagli (5, 10, 20, 50, 100 e 200 euro) che circoleranno nell’Eurozona. Ci sarà però un’assente illustre in questa “serie tre”, come viene chiamata tecnicamente: la banconota viola da 500 euro, quella che per anni ha fatto gola ai malavitosi e che ora, ufficialmente, va in pensione.
La decisione di seppellire il taglio più alto – o meglio, di non stamparlo più – non arriva certo come un fulmine a ciel sereno. Già nel 2019 la Bce aveva bloccato l’emissione di questi pezzi, lasciando però che quelli già in circolazione continuassero a mantenere il loro valore. Oggi, con la progettazione della nuova gamma di banconote, la scomparsa del “viola” diventa strutturale: non ci sarà spazio per un nuovo disegno da cinquecento euro. A determinare questa scelta, come molti ricorderanno, è stata soprattutto la natura ambivalente di questo strumento di pagamento; se da un lato rappresenta una riserva di valore concentrata in uno spazio ridottissimo (basti pensare che un milione di euro in questi tagli pesa appena un paio di chili), dall’altro è stato per decenni il cavallo di battaglia del riciclaggio e del finanziamento illecito, tanto da meritarsi il poco lusinghiero soprannome di “banconota Bin Laden” negli ambienti investigativi.
Il lungo addio alla “Bin Laden” e la corsa contro il contante sporco
Chi avesse ancora nel portafogli o dimenticati in un cassetto questi biglietti viola, però, non deve temere di aver perso tutto. La Banca Centrale Europea ha infatti ribadito che le banconote da 500 euro continueranno ad avere corso legale a tempo indeterminato; potranno essere utilizzate per i pagamenti quotidiani (sebbene i commercianti non siano sempre obbligati ad accettarle per mancanza di resto) oppure depositate in qualsiasi istituto di credito. Le banche, a loro volta, provvederanno a ritirarle dalla circolazione e a consegnarle alle banche centrali nazionali, dove verranno custodite come cimeli o distrutte, trasformandosi di fatto in monete da collezione.
Questa stretta, va detto, non è nata per motivi estetici o per una semplice questione di costi di produzione. La lotta al riciclaggio e ai flussi finanziari occulti è stato il vero movente che ha spinto la presidente Christine Lagarde e il consiglio direttivo a tagliare il nodo del taglio più grande. I criminali hanno sempre apprezzato la comodità di questo strumento, capace di racchiudere una fortuna in una tasca, e le forze dell’ordine europee lo hanno a lungo segnalato come il veicolo preferito per trasferire denaro sporco da un capo all’altro del continente senza lasciare tracce. In un’epoca in cui la tracciabilità dei pagamenti diventa sempre più un’ossessione regolatoria, l’euro cartaceo si prepara a diventare più “povero” ma anche più difficile da usare per chi ha qualcosa da nascondere.
Temi culturali e nuove tecnologie: la terza serie dell’euro
Mentre il vecchio taglio da cinquecento viene messo da parte, la macchina organizzativa della Bce sta girando a pieno regime per scegliere la nuova grafica che decorerà le banconote del futuro. Dopo aver sondato l’opinione pubblica, Francoforte ha ristretto il campo a due possibili filoni tematici, entrambi lontani dalle anonime finestre e dei ponti stilizzati della prima serie. Da un lato c’è “Cultura europea”, che potrebbe celebrare figure di spicco del pensiero e dell’arte comuni ai vari Stati membri; dall’altro c’è “Fiumi e uccelli”, un omaggio alla natura e alla biodiversità che strizza l’occhio alla sostenibilità ambientale, un tema che sta particolarmente a cuore all’istituto centrale.
Il concorso bandito nel luglio del 2025 ha attirato decine di grafici residenti nell’Unione, i quali hanno avuto diversi mesi per elaborare bozzetti originali. Una giuria indipendente esaminerà le proposte consegnate entro fine aprile e ne selezionerà al massimo dieci, che verranno poi sottoposte al vaglio del Consiglio direttivo della Bce. Non finisce qui: prima di arrivare alla scelta definitiva, prevista per la fine del 2026, i cittadini europei verranno coinvolti attraverso un’indagine pubblica per esprimere le loro preferenze. Solo a quel punto si saprà con certezza se a finire sui pezzi da 5, 10 e 50 euro saranno gli scrittori del calibro di Kafka o le aquile reali.
Tempi lunghi e la fine di un’era per il contante
Non aspettatevi, però, di vedere questi nuovi biglietti nei distributori automatici la prossima estate. La Banca Centrale Europea è stata chiara su questo punto: serviranno “diversi anni” prima che la nuova serie entri effettivamente in circolazione. La produzione in serie, i test di sicurezza (essenziali per evitare la contraffazione) e la distribuzione capillare nelle 20 economie nazionali che compongono l’Eurozona richiedono tempi tecnici lunghissimi. Inoltre, la Bce intende procedere gradualmente, affiancando le nuove banconote a quelle attuali (le famose “serie Europa”) senza ritirare bruscamente queste ultime dalla circolazione.
L’addio al taglio da 500 euro, infine, lascia aperto un interrogativo su un altro pezzo “grosso”, quello da 200 euro. Per il momento, il biglietto giallo rimarrà in produzione e continuerà a far parte della gamma ufficiale, anche se diversi osservatori suggeriscono che, a lungo andare, potrebbe subire la stessa sorte del suo “fratello maggiore” viola. In un contesto internazionale dove la guerra al contante anonimo si fa sempre più serrata (basti vedere le pressioni per l’introduzione dell’euro digitale), la scelta di Francoforte segna comunque un punto di non ritorno: l’era delle super-banchete ad alta densità di valore sta finendo, e quella dei pagamenti tracciati – anche in forma fisica – è già iniziata.




