Sophie Kinsella, la scrittrice che ha fatto ridere e sognare, si è spenta a 55 anni per un glioblastoma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia, giunta poche ore fa, ha lasciato un vuoto improvviso negli scaffali pieni di colori della narrativa contemporanea: Sophie Kinsella, l’autrice britannica che con la sua eroina più celebre, Rebecca "Becky" Bloomwood, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo regalando ironia e levità, è morta all’età di 55 anni. Il suo vero nome era Madeleine Sophie Wickham e da oltre due anni affrontava, con la riservatezza che spesso caratterizza queste battaglie private, un glioblastoma, un tumore cerebrale particolarmente aggressivo che, nonostante un intervento chirurgico seguito dalle consuete terapie oncologiche, ha finito per avere il sopravvento. Una malattia, questa, nota per la sua capacità di infiltrare il tessuto cerebrale sano e per un alto tasso di recidiva, caratteristiche che ne rendono estremamente complessa la gestione clinica e che spiegano, purtroppo, la rapidità con cui può evolversi.
Il ricordo di Isla Fisher, il volto di Becky Bloomwood
Tra le prime voci a levarsi per un tributo pubblico, toccante e personale, c’è stata quella di Isla Fisher, l’attrice australiana che nel 2009 ha vestito i panni della shopaholic più famosa della letteratura nel film “I Love Shopping”, tratto proprio dal romanzo di Kinsella. In un post su Instagram, Fisher ha condiviso una foto che la ritrae insieme alla scrittrice e al produttore Jerry Bruckheimer in occasione della première londinese della pellicola, accompagnandola con parole che vanno ben al di là di un semplice messaggio di cordoglio. «Cara Sophie, hai evocato Rebecca Bloomwood, un personaggio comico esilarante e imperfetto, e ho avuto la fortuna di mettermi nei suoi panni e pronunciare le tue parole argute e brillanti» ha scritto l’attrice, aggiungendo poi come il suo cuore sia «spezzato» e come, nonostante l’addio, la luce e la magia dell’autrice continueranno a vivere attraverso le pagine dei suoi libri e le avventure dei personaggi che ha creato.
Una carriera costruita sull'ironia e sul successo planetario
Prima di diventare una pellicola di successo con una protagonista dal carattere frizzante, la serie di “I Love Shopping” aveva già conquistato una generazione di lettrici e lettori, trasformando Kinsella in un fenomeno editoriale globale. La sua capacità di tratteggiate figure femminili moderne, alle prese con le contraddizioni della vita quotidiana e spesso vittime dei loro stessi difetti, ma sempre descritte con un’affettuosa comicità, ha rappresentato un tratto distintivo della sua produzione letteraria. Un talento, il suo, che le ha permesso di costruire una carriera solida e amata, fatta di bestseller che sono diventati compagni di viaggio per moltissime persone, le quali in quelle storie ritrovavano un po’ di sé, seppur in forma romanzata e ingigantita.
Il glioblastoma, un avversario temibile
La scomparsa di Sophie Kinsella riporta drammaticamente alla ribalta la natura insidiosa del glioblastoma, una patologia su cui la ricerca medica continua a lavorare senza sosta per trovare terapie più efficaci. La sua aggressività, come accennato, deriva dalla tendenza delle cellule tumorali a diffondersi nel cervello in modo infiltrante, rendendo molto difficile asportarle completamente attraverso la chirurgia. Questo spiega perché, anche dopo cicli di trattamento che combinano radioterapia e chemioterapia, il rischio di una ripresa della malattia rimanga significativamente alto. La battaglia della scrittrice, condotta lontano dai riflettori, riflette quella di tanti pazienti che si confrontano con una diagnosi simile, sottolineando l’importanza cruciale del sostegno alla scienza e all’oncologia di precisione.




