Marine Le Pen condannata per frode, esclusa dalle presidenziali
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Redazione Esteri
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La Corte di Parigi, presieduta da Benedicte de Perthuis, ha dichiarato Marine Le Pen colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici insieme ad altri otto eurodeputati del Rassemblement national, infliggendo loro una pena che include l’ineleggibilità immediata. Se la sentenza – ancora in fase di lettura – non verrà ribaltata in appello, la leader dell’ultradestra francese, attualmente favorita nei sondaggi con una quota tra il 34 e il 37%, non potrà presentarsi alle prossime presidenziali del 2027 né ricoprire alcun incarico pubblico per un periodo che, seppur non ancora precisato, difficilmente sarà inferiore ai due anni mancanti alla scadenza elettorale.
L’accusa, che ha coinvolto in totale 24 imputati legati al partito xenofobo, riguarda un sistema organizzato per dirottare fondi europei – destinati alle attività parlamentari – verso le casse del movimento politico. Una pratica fraudolenta che, secondo i giudici, avrebbe permesso all’Rn di finanziarsi illegalmente, compromettendo non solo la trasparenza istituzionale ma anche la credibilità di chi, come Le Pen, ha più volte aspirato alla massima carica dello Stato.
Pur essendo ancora da chiarire se l’ineleggibilità avrà effetto immediato – ovvero con "esecuzione provvisoria" – il verdetto segna una svolta drammatica per la politica francese, privando l’elettorato nazionalista del suo volto più noto. La condanna, infatti, arriva in un momento cruciale, considerando che la Le Pen, sconfitta al ballottaggio sia nel 2017 che nel 2022 da Emmanuel Macron, era data come potenziale vincitrice nel prossimo turno elettorale.




