Famiglia nel bosco, salta l'incontro a Palmoli: servizi sociali bloccano il rientro dei bambini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'incontro tra i genitori e i tre bambini della cosiddetta "famiglia nel bosco" non si è svolto. Quello che sarebbe stato il primo riavvicinamento nella nuova casa messa a disposizione in comodato d'uso gratuito dal Comune di Palmoli, in provincia di Chieti, è saltato all'ultimo momento per quella che i servizi sociali hanno definito "mancanza delle condizioni di sicurezza e di privacy".

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno lasciato nella mattinata il casolare immerso nel bosco dove vivono e hanno raggiunto l'abitazione concessa dall'amministrazione comunale, in attesa dell'arrivo dei figli. I tre fratelli – due gemelli e una sorella maggiore – si trovano da circa dieci mesi in una casa-famiglia a Vasto, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale disposta dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Il provvedimento dei giudici aveva previsto un percorso di rientro graduale, con incontri diurni a Palmoli alla presenza di un'educatrice.

Sul posto erano presenti numerosi giornalisti e troupe televisive. Il sindaco Giuseppe Masciulli, su richiesta dei genitori, aveva fatto transennare l'area per garantire riservatezza e aveva chiesto agli operatori dell'informazione di allontanarsi. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, le troupe si erano effettivamente spostate a distanza, lasciando libera la zona. Nonostante questo, le due assistenti sociali inviate in avanscoperta hanno ritenuto che non sussistessero le condizioni per procedere.

«I servizi sociali, che hanno mandato in avanscoperta due assistenti sociali giovani, hanno ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza e privacy necessarie», ha dichiarato Masciulli ai cronisti. Il sindaco ha aggiunto di aver documentato con un report fotografico che l'area era completamente libera e che i giornalisti si erano allontanati nel giro di pochi minuti. «È come se ogni volta andassero alla ricerca del minimo impedimento per ritardare questo programma di reinserimento dei bambini in famiglia», ha affermato.

L'avvocato della famiglia, Simone Pillon, ha ricostruito l'accaduto sottolineando che i genitori avevano avvisato gli operatori dei servizi sociali già da alcuni giorni, chiedendo misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa. «Tale corrispondenza non ha ricevuto alcuna risposta e i genitori hanno dovuto attivarsi in proprio, contando solo sulla preziosa collaborazione del sindaco di Palmoli, salvo poi vedere ancora una volta sacrificati i diritti dei bambini», ha spiegato il legale.

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