La trattativa per l'ex Ilva con Flacks va avanti, ma l'assegnazione non c'è

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’avvio formale della trattativa in esclusiva con il gruppo statunitense Flacks per l’acquisizione dell’ex Ilva, sebbene pubblicamente annunciata dall’investitore, non ha ancora prodotto l’effettivo passaggio di consegne del colosso siderurgico italiano. Lo riferiscono fonti vicine al dossier, che precisano come i negoziati tra i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e il fondatore del fondo, il cui inizio effettivo risale a oggi, proseguiranno nelle prossime giornate senza che si sia giunti a una decisione finale. La situazione, che vede da una parte l’entusiasmo della controparte americana – la quale su Linkedin ha parlato di un “accordo raggiunto con il governo italiano” – e dall’altra la cautela delle istituzioni commissariali, tiene ancora in sospeso le sorti dello stabilimento e dei suoi lavoratori, generando attesa e, in alcuni casi, reazioni di stizza tra i rappresentanti sindacali.

Lo spread intanto segna un anno di netto miglioramento

Mentre la vicenda industriale evolve senza scosse brusche, i mercati finanziari sembrano guardare con relativo favore al contesto economico italiano, premiando il debito pubblico nel corso dell’ultima parte dell’anno. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali italiani e i Bund tedeschi, noto come spread, ha infatti chiuso l’ultima seduta del 2025 a 69 punti base, un livello che, seppure in rialzo rispetto al dato della vigilia, rappresenta un miglioramento molto significativo su base annua. Rispetto alla chiusura del 2024, quando lo spread viaggiava a 116 punti base, si registra infatti una contrazione di circa il 41%, un dato che fotografa un anno di netta discesa per il premio al rischio richiesto dagli investitori per detenere titoli di Stato italiani.

Le oscillazioni di fine anno e il quadro di insieme

Le contrattazioni della penultima giornata dell’anno avevano peraltro inaugurato una fase di relativo ottimismo, con lo spread che era sceso fino a toccare i 66,6 punti base in apertura, un valore inferiore sia alla chiusura precedente che all’apertura del giorno prima. La dinamica, per quanto soggetta alle normali oscillazioni di fine anno, conferma il trend di compressione del differenziale osservato nelle ultime settimane, un segnale che i mercati recepiscono con attenzione. Parallelamente, il rendimento del Btp decennale di riferimento ha concluso la seduta al 3,55%, in deciso rialzo rispetto al 3,50% del giorno precedente, un movimento che va letto nel quadro più ampio degli andamenti dei tassi a livello globale.

Un binario doppio tra industria e finanza

Le due notizie, quella industriale sull’ex Ilva e quella finanziaria sullo spread, corrono così su binari paralleli, offrendo uno spaccato di un Paese in cui le criticità storiche – come quelle di un impianto simbolo della siderurgia nazionale – convivono con indicatori macroeconomici in netto miglioramento. La trattativa con Flacks Group, che prosegue il suo iter senza fretta ma anche senza ancora uno sbocco definitivo, rimane un dossier caldissimo, le cui implicazioni sociali e occupazionali sono enormi. D’altro canto, il dato sullo spread, con il suo calo annuo di quasi cinquanta punti, dipinge un quadro di fiducia riacquistata dagli investitori internazionali, un elemento che non può essere trascurato nella valutazione complessiva della tenuta del sistema paese.

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