Lega, esposto sul 2 per mille e firme contro Romeo: la resa dei conti si sposta al congresso
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Redazione Interno
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A due settimane dal congresso straordinario di Milano, la Lega si ritrova a fare i conti con un nuovo fronte giudiziario e con una contabilità interna sempre più agitata. Alla procura di Forlì, e poi per competenza anche alle procure di Milano e Roma, è stato depositato un esposto che solleva possibili profili di illegittimità contabile e penale nella gestione della Lega Nord.
Al centro della contestazione ci sono i contributi del due per mille dell'Irpef percepiti dal vecchio Carroccio: secondo i promotori dell'iniziativa, il partito avrebbe cessato da anni di svolgere attività politica e sarebbe rimasto in vita soprattutto come struttura per gestire debiti e contenziosi, a partire dalla restituzione dei 49 milioni di rimborsi elettorali oggetto di condanne giudiziarie. Per il 2025 le somme in questione ammonterebbero a più di 450 mila euro, derivanti dalle scelte di circa 40 mila contribuenti.
Le firme pronte e il rinvio dopo il congresso
Sul fronte interno, la partita ruota attorno alle sottoscrizioni. Non solo quelle necessarie per presentare la candidatura di Massimo Garavaglia alla segreteria federale, ma anche quelle già raccolte per rimuovere Massimiliano Romeo dal ruolo di capogruppo al Senato. La maggioranza dei senatori del gruppo ci sarebbe, e la resa dei conti è stata rinviata a dopo l'assise di Milano, fissata per il 24 e 25 ottobre. Romeo è considerato il capofila dell'ala critica verso la linea del segretario, un profilo che i salviniani hanno letto come insubordinazione.
Le regole congressuali prevedono che ogni candidato sia sostenuto da un numero di delegati compreso tra 80 e 120, iscritti in almeno quattro regioni; la raccolta procede in queste ore tra telefonate ai congressisti e moduli distribuiti ai segretari provinciali.
La sfida di Garavaglia e il nodo delle candidature
La candidatura di Garavaglia ha cambiato il perimetro del congresso, togliendo di fatto la strada dell'elezione per acclamazione e aprendo uno scenario di voto che potrebbe essere segreto. Il presidente della Commissione Finanze del Senato, già ministro del Turismo nel governo Draghi, ha motivato la corsa con la necessità di dare voce a un'anima diversa del partito: «La Lega non è un partito di estrema destra», ha dichiarato, rivendicando l'idea federalista di Umberto Bossi e un maggiore ascolto dei territori.
Sul fronte delle prossime politiche, si è parlato di una possibile esclusione di Giancarlo Giorgetti dalle liste leghiste, ipotesi rilanciata dal Corriere della Sera e respinta senza mezzi termini da Matteo Salvini: «Faccio fatica a commentare le fantasie, le bugie e le falsità». Nel frattempo, la presidenza del congresso è stata affidata a Lorenzo Fontana, mentre in passato quel ruolo era tradizionalmente del ministro dell'Economia.
Il vecchio Carroccio e il simbolo conteso
Sullo sfondo resta la partita attorno alla Lega Nord, titolare del simbolo dell'Alberto da Giussano e di un debito da 49 milioni di euro verso lo Stato. Nei prossimi giorni, alcuni parlamentari non escludono nuovi movimenti, con la possibilità di passaggi al gruppo Misto in vista di una eventuale corsa elettorale della vecchia formazione.
La richiesta di convocazione del congresso della Lega Nord era stata presentata lo scorso primo settembre, e ora l'esposto sulle presunte illegittimità contabili aggiunge un ulteriore capitolo a una vicenda che intreccia conti, simboli e leadership. A Milano, tra una settimana, i delegati saranno chiamati a scegliere il segretario federale, mentre il gruppo dei senatori attende di capire se e quando le firme contro Romeo produrranno il loro effetto.
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