Salvini rieletto segretario della Lega: «Basta soldi e armi a Kiev»
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Redazione Interno
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Matteo Salvini è stato confermato segretario federale della Lega per la quarta volta e resterà alla guida del partito fino al 2030. Dal palco del congresso, il ministro dei Trasporti e vicepremier ha chiesto ai delegati un mandato preciso: portare in Consiglio dei ministri lo stop all'invio di denaro e armi all'Ucraina. Lo sfidante Massimo Garavaglia è stato battuto con un margine che il voto ha reso netto, com'era del resto prevedibile alla vigilia.
Il mandato chiesto ai militanti sull'Ucraina
Il passaggio più atteso è arrivato quando il discorso di ricandidatura stava ormai per concludersi. «Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all'Ucraina», ha detto il leader tutto d'un fiato. Preso dalla foga, ha poi colto in contropiede Lorenzo Fontana, che dirigeva i lavori, rivolgendosi direttamente alla platea: «Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato». La richiesta è stata formulata da un esponente dell'esecutivo e investe una linea che, dentro la maggioranza, entra in tensione con quella di Giorgia Meloni.
I numeri del voto contro Garavaglia
I voti conquistati dal segretario sono stati 465 su un totale di 705 delegati con diritto di voto, pari a circa il 66 per cento. Garavaglia, che rappresentava la fronda del Nord, si è fermato a 146 preferenze, il 20,7 per cento. Il distacco, di oltre trecento voti, conferma un equilibrio interno che la candidatura alternativa ha scalfito solo in parte.
Il nuovo simbolo e il precedente del 1993
Il congresso ha cambiato anche il nome del movimento: scompare la dicitura «Salvini premier» e il partito diventa «Lega Italia Federale». Nel simbolo viene ingigantita la figura di Alberto da Giussano, mentre torna in evidenza la scritta «Italia federale». La formula, però, non è inedita nella storia del Carroccio: già alle comunali di Roma del 1993, quando si sfidavano Francesco Rutelli e Gianfranco Fini, la Lega corse da sola e schierò come candidata Maria Ida Germontani.
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