Sciopero nazionale nel settore del commercio: alta adesione in Emilia Romagna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 30 marzo 2024, un migliaio di lavoratori del commercio di Pordenone hanno aderito allo sciopero organizzato su scala nazionale da Cgil, Cisl e Uil. La principale motivazione è il mancato rinnovo del contratto nazionale da parte di Federdistribuzione, atteso da 51 giorni. Un presidio delle organizzazioni sindacali è stato allestito davanti alla Prefettura.

Presidio a Pordenone

A Pordenone, la protesta ha visto la partecipazione di un migliaio di lavoratori del settore commercio. Il presidio sindacale è stato allestito davanti alla Prefettura, in segno di protesta contro il mancato rinnovo del contratto nazionale da parte di Federdistribuzione.

Adesione in Bergamasca

Nella Bergamasca, una settantina di lavoratori hanno partecipato al presidio di fronte all’Esselunga di via Corridoni, organizzato da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. La protesta è una diretta conseguenza della sospensione della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo di settore.

Sciopero in Emilia Romagna

In Emilia Romagna, l'adesione allo sciopero da parte dei lavoratori delle catene dei supermercati è stata alta, secondo i sindacati che hanno proclamato lo sciopero – Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. La tensione è scaturita dalla rottura delle trattative in merito al mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale Distribuzione Moderna Organizzata. Il personale dei supermercati è entrato in fibrillazione 24 ore prima delle feste: il giorno prima di Pasqua è scattato lo sciopero.

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