Sandokan, sulla Rai la serie sull'eroe di Salgari: un ritorno epico con nuove sfumature

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A cinquant’anni esatti dall’indimenticabile versione che, con Kabir Bedi nel ruolo di protagonista, trasformò il personaggio letterario in un fenomeno di costume, la Rai riporta in prima serata, su Rai 1, le gesta della Tigre della Malesia. La nuova produzione, una miniserie evento in quattro puntate che ha debuttato il primo dicembre e che prosegue i suoi lunedì nel prime time, si propone di raccontare ancora una volta, sebbene con un linguaggio visivo aggiornato e uno sguardo che non ignora le esigenze narrative contemporanee, la storia senza tempo di Sandokan. L’ambientazione, fedele ai romanzi di Emilio Salgari, rimane quella del Borneo della prima metà dell’Ottocento, teatro di scontri tra popoli indigeni e la spietata macchina coloniale britannica, rappresentata dal suo acerrimo nemico, il governatore Lord Guillonk, noto come “la Sambigliana”.

Il successo del debutto e la trama che prosegue

Il ritorno dell’eroe, interpretato questa volta dall’attore turco Can Yaman, è stato accolto da un consenso di pubblico straordinario, che ha premiato la scelta del network con ascolti da record: il primo appuntamento, infatti, ha convinto quasi sei milioni di telespettatori, conquistando una fetta di share superiore al trentaquattro per cento. Un dato che, al di là dei numeri, testimonia la persistente attualità di un mito avventuroso e romantico. La narrazione, che nelle prime due puntate ha riproposto le origini del pirata e l’inizio del suo leggendario amore per la bella Marianna, nipote di Guillonk, prosegue ora con gli episodi conclusivi, dove gli intrecci si infittiscono e i pericoli si moltiplicano.

Un eroe visto attraverso lo sguardo di Marianna

Uno degli elementi di novità di questa rivisitazione, diretta da Jean Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, risiede proprio nella prospettiva attraverso cui viene svelata la figura di Sandokan. Se la storia d’amore con la Perla di Labuan costituisce il cuore pulsante della vicenda, è proprio Marianna, nel corso degli episodi, a scoprire e a mostrare agli spettatori un lato più nascosto e complesso dell’uomo. La Tigre della Malesia non è soltanto il condottiero temerario e il combattente implacabile; attraverso gli occhi di colei che ne ha conquistato il cuore, emergono anche le sue vulnerabilità, le motivazioni più intime della sua ribellione e la profonda umanità che si cela dietro la fama di predatore dei mari. Una scelta narrativa che arricchisce il ritratto dell’eroe, senza però privarlo del suo carisma e del suo spirito indomito.

I luoghi di una epica moderna

A contribuire all’atmosfera avventurosa della serie è stata anche la scelta delle location, che ha portato le riprese in Calabria, trasformando il borgo di Gizzeria Lido e le sue spiagge selvagge e ventose nel set perfetto per ricreare l’esotismo delle giungle e delle coste malesi. Un lavoro di ricostruzione che, unendo paesaggi italiani di forte suggestione a una fotografia di ampio respiro, ambisce a regalare allo spettatore l’immersione totale in un mondo lontano, fatto di emozioni pure, di scontri per la libertà e di un sentimento, quello tra i due protagonisti, che supera ogni barriera culturale e ogni divisione sociale.

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