Il ritorno di Venom? Sarà un film d’animazione affidato ai registi di Final Destination, con Tom Hardy nel ruolo di produttore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’universo cinematografico dedicato al simbionte più celebre della Marvel, nonostante la trilogia live-action con Tom Hardy si sia conclusa nel 2024 con Venom: The Last Dance, non conosce vere e proprie pause. Anzi, la notizia che sta circolando in queste ore, ripresa da testate specializzate come The Hollywood Reporter e Variety, parla chiaro: Sony Pictures Animation ha ufficialmente avviato lo sviluppo di un lungometraggio d’animazione incentrato sul personaggio di Venom. Un progetto, questo, che segna una svolta significativa per Eddie Brock e la sua controparte aliena, i quali abbandonano la dimensione in carne e ossa per approdare in un medium, l’animazione, che negli ultimi anni ha regalato alla casa di produzione giapponese soddisfazioni enormi, si pensi al successo del Spider-Verse. La notizia, rilanciata anche dall’agenzia di stampa ANI, arriva a pochi mesi di distanza dall’ultima fatica cinematografica e rilancia prepotentemente le ambizioni del franchise, che cerca nuove strade espressive per mantenersi centrale nell’immaginario collettivo -2-4.

A raccogliere l’eredità della pellicola con Hardy, o meglio a traghettare il personaggio verso questa nuova fase, saranno Zach Lipovsky e Adam B. Stein. Il duo di registi, come confermato da fonti vicine allo studio, è stato messo sotto contratto per dirigere il film d’animazione, forte dell’esperienza maturata sul set di Final Destination: Bloodlines, capitolo del 2025 che ha rilanciato l’omonimo franchise horror -1. Una scelta, quella di Sony, che appare quantomeno curiosa: Lipovsky e Stein, infatti, hanno dimostrato di sapersi muovere agilmente tra generi diversi, avendo alle spalle anche pellicole come Freaks, e la loro abilità nel gestire tensione e ritmo narrativo potrebbe rivelarsi la chiave giusta per raccontare le atmosfere cupe e grottesche del simbionte. Al momento, come sottolineato da Animation World Network, non è stato ancora ingaggiato uno sceneggiatore, ma si parla dell’apertura di una writers room per cominciare a delineare la direzione della storia; questo lascia intendere che la lavorazione sia in una fase ancora embrionale e che il film, verosimilmente, non vedrà la luce prima di qualche anno -5.

Il ruolo di Tom Hardy e il cambio di rotta produttivo

La domanda che molti fan si pongono, naturalmente, riguarda il coinvolgimento di Tom Hardy. L’attore britannico, che ha prestato volto e a Eddie Brock nella trilogia live-action, non sarà semplicemente accantonato. Secondo quanto riportato da fonti di stampa, Hardy risulta essere coinvolto nel progetto, sebbene la natura esatta del suo ruolo rimanga, per ora, avvolta nella nebbia -8. Si parla di una possibile partecipazione come produttore, figura che già conosce bene, ma non è escluso che possa tornare a prestare la voce al personaggio nell’edizione originale del film d’animazione; ipotesi, quest’ultima, che farebbe felice il pubblico ma che deve ancora trovare conferme ufficiali. Quello che è certo, come riferisce WION, è che la sua esperienza con il simbionte non si chiude qui e che il suo nome fungerà da garanzia per i fan della prima ora -9.

Alle spalle di questo rilancio in chiave animata, poi, ci sono volti noti della produzione. Amy Pascal, Avi Arad e Matt Tolmach, i produttori che hanno seguito le avventure di Hardy, sono attesi al ritorno per supervisionare il passaggio di testimone tra le due forme cinematografiche -3. Una continuità, questa, che suggerisce come Sony Pictures non voglia disperdere il patrimonio narrativo accumulato, ma intenda piuttosto espanderlo. Il progetto, inoltre, si inserisce in una strategia più ampia della major, che dopo gli insuccessi critici (seppur non commerciali) di pellicole come Morbius o Madame Web, sembra voler puntare con decisione sul comparto animato, l’unico che, insieme ai film con Tom Holland, ha saputo regalare soddisfazioni artistiche e di pubblico. La scelta di trasformare Venom in un cartone animato, pertanto, rappresenta un tentativo di blindare il personaggio, rendendolo al contempo più flessibile e slegato dalle leggi ferree del live-action.

Un nuovo corso per il simbionte lontano dal live-action

La parabola cinematografica di Venom, iniziata nel 2018 con il primo film diretto da Ruben Fleischer, ha collezionato numeri da capogiro, superando abbondantemente il miliardo e ottocento milioni di dollari complessivi -4. Un successo che, però, non è mai stato accompagnato da una critica unanimemente positiva, restando spesso ancorato a un'idea di intrattenimento sopra le righe e volutamente grottesco. Con questo nuovo film d'animazione, Sony sembra voler capitalizzare proprio quella libertà creativa che l’animazione può offrire, provando a raccontare il personaggio senza i limiti fisici e produttivi di un set tradizionale. D'altronde, l'ombra del Spider-Verse è lunga: i due film dedicati al ragno sono considerati dei capolavori moderni, e non è un caso che il terzo capitolo, Beyond the Spider-Verse, sia atteso per il 2027 -2.

Resta da capire, adesso, quale direzione prenderà la storia. Lipovsky e Stein avranno il compito di orchestrare un racconto che possa funzionare sia per i neofiti che per gli appassionati dei fumetti, magari esplorando le pieghe più oscure e psichedeliche del rapporto tra simbionte e ospite. La produzione, al momento, è in alto mare e molti dettagli, dal cast vocale alla trama, devono ancora essere definiti. Ma una cosa è certa: Venom, il cattivo dai denti storti che tutti amano, non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Anzi, forse il suo viaggio, libero dai vincoli della realtà, deve ancora cominciare davvero.

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