Final Destination: Bloodlines, la morte torna ma non convince

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Che la saga di Final Destination, nata nel 2000 con il film di James Wong, abbia segnato un’epoca è fuori discussione. Il suo mix di suspense, morti grottesche e un’inesorabile Nemesi senza volto – la Morte stessa – ne ha fatto un cult, nonostante i successivi capitoli abbiano oscillato tra il brillante e il ridondante. Final Destination: Bloodlines, sesto episodio diretto da Zach Lipovsky e Adam Stein, prova a rilanciare la serie con un ritorno alle origini, ma finisce per dimostrare che anche la Morte, a furia di ripetersi, può perdere mordente.

Uscito lo stesso giorno della presentazione del nuovo Mission: Impossible a Cannes, il film sembra voler ricordare che, se Ethan Hunt sfida la morte con acrobazie spettacolari, qui è lei a tendere le trappole. La trama, come da tradizione, ruota attorno a un gruppo di giovani che scampano a un disastro grazie a una premonizione, salvo poi essere eliminati uno a uno in modi sempre più elaborati. Stavolta, però, la storia si aggancia al passato: Stefani, una studentessa tormentata da incubi ricorrenti, scopre che sua nonna Iris, cinquant’anni prima, era sopravvissuta al crollo dello Skyview, un ristorante sospeso nel vuoto.

Il tentativo di ampliare la mitologia della saga, collegando le morti presenti a quelle passate, è interessante ma mal gestito. Le sequenze di Bloodlines, pur efficaci nel costruire tensione, mancano dell’inventiva che rese memorabili quelle dei primi film. Se un trapano o un filo elettrico potevano diventare strumenti di morte imprevedibili, qui i meccanismi appaiono più meccanici, quasi privi della crudele ironia che li caratterizzava.

Al botteghino, il film ha conquistato il primo posto con 105.604 euro nella prima giornata, segnando un discreto esordio in un maggio altrimenti fiacco per il cinema italiano. Ma i numeri, se confrontati con quelli del 2024, mostrano un calo del 23%, sintomo di un franchise che fatica a rinnovarsi.

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