Carburanti, il governo vara la proroga del taglio delle accise in attesa delle deroghe Ue

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina degli ammortizzatori sociali, nella sua accezione più prettamente economica, si rimette in moto questa sera a Palazzo Chigi. Con il countdown ormai scaduto, il Consiglio dei ministri, convocato alle 19, si appresta a varare un nuovo decreto legge che, come da attesa, estenderà il taglio delle accise sui carburanti. Una misura, questa, che ormai rappresenta una sorta di "pillola quotidiana" per un sistema paese alle prese con la persistente instabilità dei mercati internazionali, ma che questa volta – ed è questa la notizia – arriva carica di un significato puramente temporaneo, quasi di "attesa".

Secondo quanto filtrato dagli ambienti del ministero dell’Economia, la proroga sarà tecnica e limitata: circa quindici giorni, con ogni probabilità fino alla prima settimana di giugno. Lo schema rimarrà identico a quello già in vigore; si parlerà, lo confermano le anticipazioni del ministro Giorgetti dal Festival di Trento, di uno sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio – che con l'Iva sale a circa 24,4 centesimi – e di 5 centesimi sulla benzina, che sfiora i 6,1 con l'imposta. Una boccata d'ossigeno, certo, ma che non nasconde il vero nodo della questione: la caccia alle coperture.

L’incontro con gli autotrasportatori e la minaccia della serrata

Prima del via libera definitivo, il governo ha scelto la via del dialogo, per quanto forzato dalle circostanze. Un tavolo tecnico, presieduto dalla premier Meloni, era in programma nel primo pomeriggio proprio per ascoltare le ragioni degli autotrasportatori. Questi ultimi, va detto, non hanno nascosto il loro malumore: rappresentano un settore strategico messo in ginocchio da costi lievitati in modo esponenziale, tanto da aver minacciato un fermo nazionale dei servizi previsto dal 25 al 29 maggio. Una pressione che ha fatto breccia nel governo, tanto che nel decreto – oltre al taglio generalizzato – dovrebbero trovare spazio anche ristori dedicati a loro. Si parla, in particolare, di un credito d'imposta per compensare l'extra-costo del gasolio consumato nei mesi di marzo, aprile e maggio; una misura che, nelle intenzioni dell'esecutivo, serve a scongiurare la paralisi dei Tir prima dell'estate.

Le risorse e l’attesa per la deroga di Bruxelles

Rimane però sul campo una partita contabile di non poco conto. Finanziare il taglio delle accise – che ha un costo stimato di circa 1 miliardo di euro al mese – è diventata un'operazione sempre più complessa per le casse dello Stato. Fonti qualificate spiegano che il governo ha momentaneamente accantonato l'idea di utilizzare il meccanismo delle "accise mobili", legato all'extra-getto dell'Iva. Una soluzione, questa, tecnicamente non percorribile in questo momento perché le risorse maturate a maggio saranno certificate solo nella seconda metà di giugno. Ecco quindi che la proroga di due settimane, stimata in circa 260 milioni di euro, diventa un vero e proprio "ponte". Serve un margine di manovra in attesa che Bruxelles si pronunci sulla richiesta di deroga al Patto di stabilità presentata dall'Italia, una deroga che, se concessa, permetterebbe di coprire le spese energetiche senza infrangere i parametri europei.

Un decreto tra emergenza energia e dissesto idrogeologico

Non ci sono solo i prezzi dei distributori, però, all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Il provvedimento si configura, come spesso accade in queste fasi, come un "maxi-decreto" che prova a mettere una pezza a più emergenze contemporaneamente. L'agenda della riunione prevede infatti anche un pacchetto di misure dedicate alla messa in sicurezza del territorio, un tema reso purtroppo attuale dai recenti eventi calamitosi. In particolare, il governo – come anticipato dalla stessa presidente del Consiglio – intende varare un programma strutturato per riconoscere contributi ai proprietari di immobili crollati o dichiarati inagibili, tentando di dare una risposta concreta a chi ha perso la casa. Un capitolo, questo del caro energia, che si intreccia inevitabilmente con il destino delle imprese e la tenuta sociale, in un equilibrio che l'esecutivo cerca di mantenere in bilico tra sforzi di bilancio e necessità immediate.

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