Nvidia fuori dal club dei 3 mila miliardi: Wall Street trema e il dollaro cede
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Redazione Economia
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Nvidia continua a perdere terreno in Borsa, confermando un trend negativo che ormai da settimane preoccupa gli investitori. Lunedì, l’azienda specializzata nella produzione di chip, considerati tra i più avanzati per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, ha aperto la settimana finanziaria con un calo del 5% sul listino del Nasdaq, scendendo sotto la soglia dei 119 dollari per azione. Un dato che, seppur parziale, riflette un andamento più ampio: dall’inizio dell’anno, il titolo ha perso oltre il 10% del suo valore, facendo uscire Nvidia dal ristretto “club” delle aziende con una capitalizzazione di mercato superiore ai 3.000 miliardi di dollari. Un gruppo elitario in cui oggi resiste soltanto Apple, che con i suoi 3,6 trilioni di dollari mantiene saldamente il primato.
La flessione di Nvidia non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di incertezza sui mercati finanziari. Wall Street, che nelle scorse settimane aveva mostrato segnali di ripresa, ha tradito le attese: l’S&P 500 ha chiuso in negativo (-0,2%), mentre il Nasdaq, l’indice che raccoglie le principali società tecnologiche, ha registrato un calo dello 0,7%. Una situazione aggravata dalle tensioni commerciali, con l’amministrazione Trump ancora indecisa sull’entità dei dazi da applicare a Canada, Messico e Cina. Il Segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha confermato ieri che non è stata ancora presa una decisione definitiva, lasciando gli operatori in attesa di sviluppi che potrebbero ulteriormente destabilizzare i mercati.
Il quadro tecnico di Nvidia, intanto, appare sempre più fragile. Analizzando l’andamento del titolo rispetto all’indice Nasdaq 100, emerge un rallentamento del trend, con una flessione del 3,75% che ha spinto molti investitori a considerare il titolo come un potenziale obiettivo di vendita. I supporti tecnici, stimati intorno ai 118,6 dollari, potrebbero non essere sufficienti a contenere ulteriori ribassi, soprattutto in uno scenario in cui le tensioni commerciali e le incertezze macroeconomiche continuano a pesare.
Nonostante i conti economici dell’azienda abbiano superato le stime degli analisti, con un outlook positivo per il trimestre in corso, il mercato sembra aver reagito con scetticismo. Dopo un iniziale rialzo in attesa della pubblicazione dei risultati, il titolo è crollato nell’after market, perdendo l’8,48% nella giornata successiva. Un paradosso che riflette le preoccupazioni degli investitori, i quali temono che le pressioni tariffarie e la crescente concorrenza nel settore dei chip, come quella rappresentata da DeepSeek, possano erodere i margini di crescita futuri.
In un contesto così volatile, il dollaro ha perso ulteriore terreno, mentre le rilevazioni sull’andamento dell’industria statunitense hanno fornito segnali contrastanti. Due recenti report, infatti, hanno evidenziato un rallentamento nella produzione industriale, alimentando ulteriori dubbi sulla solidità dell’economia americana




