Nubifragi in Marocco e tempesta Emilia sulle Canarie: il maltempo colpisce il sud-ovest del Mediterraneo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'intensa perturbazione, sviluppatasi nell'Atlantico orientale, ha scatenato eventi meteorologici estremi su due fronti distinti, causando disagi in Marocco e mettendo in seria difficoltà l'arcipelago spagnolo delle Canarie. Sabato 13 dicembre, infatti, il nord del Marocco è stato investito da precipitazioni eccezionalmente violente, che hanno riversato in poche ore quantitativi d'acqua da record, mentre la tempesta Emilia, evolutasi da una DANA in quota, si abbatteva con furia su Tenerife, obbligando le autorità a misure straordinarie.

Disagi e allagamenti nella regione di Tetouan

Le città costiere e dell'entroterra a nord del Marocco, tra cui Tetouan, Martil, M'diq e Fnideq, hanno registrato danni significativi alla viabilità a causa dei nubifragi. L'acqua, caduta con un'intensità tale da non essere smaltita dai sistemi di drenaggio, ha invaso le strade principali, isolando alcune aree e rendendo pericolosi gli spostamenti. A Tetouan, uno dei centri più colpiti, la tangenziale del 9 aprile – fondamentale asse di collegamento – è stata parzialmente sommersa dalle acque alluvionali, il che ha di fatto interrotto un flusso vitale per la mobilità urbana e commerciale, creando un ingorgo esteso che ha bloccato per ore il traffico.

La genesi della tempesta Emilia

Mentre il Marocco faceva i conti con le piogge torrenziali, a ovest, nel settore di oceano compreso tra il Golfo di Cadice e le Isole Canarie, si compiva l'evoluzione di un sistema depressionario. Quella che inizialmente era un'area di bassa pressione in alta atmosfera, tecnicamente definita DANA, si è approfondita e organizzata fino a trasformarsi in una ciclogenesi vera e propria, battezzata tempesta Emilia. Questo passaggio, non solo formale, segna il momento in cui il disturbo meteorologico, prima confinato in quota, acquisisce una struttura coesa che ne amplifica notevolmente l'impatto sulle condizioni al suolo, generando un vento fortissimo e precipitazioni abbondanti.

Massima allerta e interventi d'emergenza a Tenerife

In previsione dell'arrivo del ciclone, le autorità di Tenerife hanno disposto con immediatezza l'attivazione del Piano di Emergenza Insulare (PEIN) al livello più alto, una misura che implica la mobilitazione di tutti i servizi di protezione civile e l'emissione di avvisi alla popolazione. La decisione, presa in stretta sinergia con le previsioni dell'Agenzia Meteorologica Statale spagnola, mirava a preparare l'isola all'impatto di un evento ritenuto potenzialmente pericoloso, caratterizzato da un marcato peggioramento delle condizioni con venti di burrasca e mareggiate. Le forti raffiche, durante la notte, hanno causato danni diffusi, innescando un'ondata di richieste di soccorso che i vigili del fuoco hanno fronteggiato con 85 interventi distinti, molti dei quali per rimuovere alberi caduti o oggetti pericolanti.

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