Il dopo Sanremo 2026: dischi, instore e live, l’elenco dei concerti dei Big

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settimana del Festival, con la sua consueta capacità di catalizzare l’attenzione mediatica attorno ai venti metri quadrati del palco dell’Ariston, si è conclusa da pochi giorni, e per i trenta cantanti che hanno portato le loro proposte in gara è già tempo di raccogliere quanto seminato. Se Sal Da Vinci, con il suo Per sempre sì, si gode la vittoria e il calore di una città intera, Napoli, che lo ha subito celebrato come un eroe moderno dell’amore eterno, per tutti gli altri artisti, dal secondo classificato Sayf all’ultimo arrivato Eddie Brock, inizia quella che viene comunemente definita la “coda lunga” del Festival. Un periodo fatto di promozione, di uscite discografiche spesso rivedute e corrette con il brano sanremese inserito in tracklist, e di un’intensissima attività live che si snoderà per tutta la primavera e l’estate, attraversando l’intera penisola, dai club ai palasport, dalle arene estive alle rassegne musicali.

Dischi in uscita e le prime date nei palazzetti

Per chi ha già un’identità musicale ben definita e un disco fresco di stampa, l’abbinamento con il Festival diventa il volano perfetto per rilanciare un progetto. È il caso, per esempio, di Tommaso Paradiso, tornato sulle scene con *Casa Paradiso* e ora, forte della spinta offerta dalla sua *I romantici* – brano con cui si è piazzato al decimo posto nella classifica finale –, si appresta a calcare i palchi dei principali palasport italiani. Un tour, il suo, che toccherà Roma, Milano, Torino e Bologna tra aprile e maggio, con una data zero già fissata a Gorizia, e che rappresenta una delle prime, concrete occasioni per il pubblico di riascoltare dal vivo i brani appena presentati sul palco ligure. Allo stesso modo, Arisa, che con *Magica favola* ha conquistato la quarta posizione, si prepara a un doppio appuntamento con i suoi fan: l’uscita dell’album *Foto Mosse*, prevista per il 17 aprile, anticiperà un tour che avrà due momenti distinti, con due date a Roma e Milano a maggio e una ripresa a fine anno, quando il 2 dicembre farà tappa al Palatour di Bitritto, in Puglia, confermando un legame che ormai si estende ben oltre la sua terra d’origine, la Basilicata.

Tra Puglia, Basilicata e le attività dei big

E proprio il Sud Italia, con un occhio particolare a Puglia e Basilicata, si conferma una piazza particolarmente attenta e ricettiva per i live post-Festival, una tendenza che si consolida edizione dopo edizione. Mentre per molti artisti la programmazione è ancora in fase di definizione, con agenzie di booking e promoter al lavoro per incastrare le date estive, i primi annunci tracciano una geografia dei concerti che spazia dalle grandi città ai centri più piccoli, dove la presenza di un cantante passato da Sanremo rappresenta spesso un evento di punta delle sagre e delle feste paesane. Non solo Arisa, ma anche altri big, come Fulminacci – premiato con il Premio della Critica Mia Martini per *Stupida fortuna* – o Serena Brancale, vincitrice del Premio Sala Stampa Lucio Dalla e del Premio Tim, stanno definendo le loro agende. Le loro canzoni, già ampiamente trasmesse in radio e finite nelle playlist più ascoltate, diventano così la colonna sonora dell’estate, pronta a riecheggiare nei festival e nelle rassegne che animeranno le piazze italiane.

Dagli instore ai tour estivi, la macchina promozionale

Parallelamente ai concerti, si mette in moto la macchina degli instore, quei firmacopie nei negozi di dischi e nelle grandi catene che permettono agli artisti di incontrare faccia a faccia il loro pubblico, consolidando quel rapporto di fidelizzazione che dalla visione televisiva si trasferisce nella dimensione reale e tattile dell’abbraccio e dell’autografo. Per molti dei trenta Campioni, specialmente per quelli con un seguito meno consolidato o per le nuove proposte che hanno comunque avuto modo di farsi notare, questa fase è cruciale. Significa uscire dalle logiche serrate del televoto e delle giurie, per entrare in quelle, ben più lente ma altrettanto profonde, del passaparola e della costruzione di un repertorio dal vivo. Ogni artista, dal sesto classificato Nayt a Malika Ayane, da Michele Bravi a Leo Gassmann, sta organizzando la propria tabella di marcia, cercando di capitalizzare al meglio l’esposizione mediatica ricevuta, in un mosaico di appuntamenti che, nel loro insieme, raccontano la vitalità di un sistema musicale che proprio a Sanremo trova il suo momento di maggior fulgore. E mentre Sal Da Vinci, commosso e raggiante, stringe la moglie sul palco e riceve gli omaggi del sindaco Manfredi e di Carlo Verdone, per tutti gli altri la strada è già segnata e porta dritta verso i palchi d’Italia, dove l’estate sarà lunga e piena di note.

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