Milan, niente Mateta: la maledizione del 9 continua dopo le visite mediche
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Redazione Sport
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Il mercato invernale si chiude, per il Milan, con un'ennesima delusione che rischia di trasformare la ricerca di un attaccante in una vera e propria ossessione. Jean-Philippe Mateta, il centravanti del Crystal Palace da tempo nel mirino, non vestirà infatti la maglia rossonera: né in questa stagione, né nella prossima. La trattativa, annunciata come imminente e poi ridiscussa più volte nei tempi, è stata interrotta in via definitiva dopo che i medici del club milanese, attraverso accertamenti supplementari, hanno espresso perplessità sulle condizioni delle ginocchia del giocatore francese. Una decisione che, pur nella sua apparente prudenza, riaccende nei tifosi la sensazione di un destino avverso per il ruolo che fu di Olivier Giroud, partito alla scorsa stagione e mai rimpiazzato all'altezza.
Il fantasma di Boniface e i dubbi fisici
La dinamica, come notano alcuni osservatori, ricorda da vicino quella che pochi mesi fa portò al freno sull'arrivo di Victor Boniface, poi approdato al Bayer Leverkusen. Anche in quel caso, le valutazioni mediche rivelarono criticità che spinsero la dirigenza a fare marcia indietro, una scelta che, se da un lato appare legittima per proteggere l'investimento, dall'altro alimenta la percezione di un'occasione persa. La situazione di Mateta, in particolare, genera qualche perplessità in più, considerando che il suo curriculum infortuni – stando ai dati disponibili – non risulta particolarmente denso di episodi gravi. Tuttavia, i tecnici rossoneri, evidentemente, hanno preferito non correre rischi, optando per una linea di estrema cautela che però lascia la squadra di Massimiliano Allegri con lo stesso problema di partenza: l'assenza di un riferimento fisico e realizzativo affidabile in attacco.
Il rebus offensivo e il mercato che si chiude
Con l'orologio che segna le ultime ore della sessione invernale, lo scenario per il Milan diventa quindi complicato. La squadra, che nelle ultime partite ha mostrato talvolta un gioco brillante ma anche una certa prodigalità sotto porta, dovrà quasi certamente affrontare il resto della stagione con gli uomini attuali. La mancata operazione Mateta, oltre a rappresentare un fallimento negoziale, consegna al tecnico un enema tattico non da poco: ci si dovrà affidare a soluzioni alternative, sperando nella continuità realizzativa di chi, fino ad ora, ha sopperito a fasi alterne. Intanto, il portiere Mike Maignan ha voluto rassicurare i sostenitori sulla sua permanenza, dichiarando di voler rimanere in rossonero "per altri cinque anni" e di ambire a vincere "tanti trofei", un messaggio di fiducia che però stride con le difficoltà evidenziate in questo reparto chiave.
La maledizione del numero nove e lo sguardo al futuro
Il "vuoto" lasciato da Giroud, dunque, non è stato colmato, e la sensazione che aleggia a Milano è quella di una sorta di maledizione che grava sulla maglia numero nove. Una superstizione, certo, ma che trova alimento in una serie di trattative naufragate, di obiettivi sfumati e di scelte che, per un motivo o per l'altro, non sono mai giunte a compimento. Il club, d'altronde, ha dimostrato in passato di saper costruire squadre vincenti partendo anche da mercati difficili, ma la ripetizione di certi schemi – l'individuazione di un profilo, l'avvicinamento, e poi lo stop per problemi fisici o economici – inizia a pesare. Resta ora da capire se, nella prossima estate, la strategia di mercato cambierà approccio o se si persevererà in una caccia al bomber che, finora, ha prodotto più ombre che luci.




