Dakar 2026: la FIA modifica il regolamento dopo il malcontento dei piloti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa nel deserto, che si dipana attraverso le piste impervie dell'Arabia Saudita, non conosce soltanto sfide contro le dune e il tempo. All'indomani della tappa inaugurale della Dakar 2026, un altro tipo di competizione ha occupato la scena, svolgendosi non nelle piste ma negli uffici dei commissari. Diversi piloti della categoria auto, infatti, hanno espresso formalmente il proprio disappunto riguardo alle nuove norme che disciplinano l'ordine di partenza, un elemento tattico cruciale in un rally raid. L'organismo internazionale, recependo le proteste, ha quindi deciso di rivedere parzialmente il meccanismo, originariamente pensato per limitare a un esiguo numero di concorrenti la possibilità di partire dalla posizione guadagnata nel settore precedente.

Un regolamento contestato e la risposta della Federazione

Nella classe regina, la Ultimate, il criterio iniziale era particolarmente severo: per mantenere l'ordine d'arrivo come posizione di partenza per la tappa successiva, i piloti dovevano concludere la frazione entro il 110% del tempo del vincitore. Una soglia che molti hanno giudicato troppo restrittiva, togliendo fluidità alla gara e penalizzando eccessivamente chi, pur magari lottando per i vertici, incappava in una piccola avaria o in un errore di navigazione. La modifica apportata, sebbene non rivoluzionaria, attenua queste criticità e riporta l'attenzione sulla competizione pura, cercando un equilibrio fra l'esigenza di sicurezza e quella di equità sportiva.

Sulla pista, intanto, domina la forza dei team

Mentre la discussione regolamentare procedeva, il rally ha vissuto una delle sue prove più dure: la doppia tappa Marathon, con il bivacco in condizioni spartane. È in questo contesto che il team Ford ha dato dimostrazione di un ritrovato vigore, orchestando una prestazione di squadra di notevole impatto. Mitch Guthrie, superando le difficoltà, ha centrato il successo di tappa, il terzo per la casa dell'ovale blu in questa edizione. Un trionfo che, però, porta con sé un retrogusto amaro per Nani Roma, giunto per primo al traguardo ma retrocesso in seconda posizione a causa di una penalità, in uno di quei colpi di scena che solo la Dakar sa regalare.

Classifiche che si ridefiniscono e colpi di scena

La quinta frazione, lunga 428 chilometri dei quali 372 cronometrati, ha quindi ridisegnato ulteriormente le gerarchie, sebbene alcuni abbiano consolidato le proprie ambizioni. Henk Lategan, su Toyota, ha saputo gestire il vantaggio, mantenendo saldamente la leadership in classifica generale nonostante la tripletta di Ford. Altri, come Sébastien Loeb su Dacia, devono invece recuperare un distacco che, seppur contenuto, in un rally così serrato assume un peso specifico enorme. La corsa, del resto, è un mosaico di fortune alterne: per ogni sorriso, come quello di Guthrie o del motociclista Kevin Benavides vincitore tra le due ruote, c'è la delusione di chi vede svanire le chance per una penalità o un ritiro, come accaduto ad alcuni favoriti, costretti ad abbandonare la corsa verso Ha'il.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.