La Dakar piega le regole, Guthrie vince nella maratona del deserto
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Redazione Sport
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La Federazione Internazionale dell'Automobile ha deciso di rivedere, dopo un fermo dissenso espresso da diversi piloti al termine della tappa inaugurale, i criteri che stabiliscono l'ordine di partenza nella categoria auto. Le nuove norme, introdotte per questa edizione 2026, limitavano infatti in modo stringente la possibilità per i concorrenti di mantenere la posizione acquisita nel giorno di gara precedente. Nella classe Ultimate, ad esempio, si rendeva necessario concludere la frazione entro una forbice temporale pari al centodieci per cento del tempo del vincitore, una condizione che molti hanno giudicato troppo restrittiva e penalizzante per la strategia di corsa.
Il trionfo di Guthrie nella prova senza assistenza
Proprio mentre la dirigenza tecnica esaminava le proteste, il deserto saudita ha già scritto un altro capitolo di fatica e abilità nella quinta tappa, quella denominata "Marathon" e disputata senza alcun supporto da parte dei team tecnici. Ad imporsi, dopo i trecentosettantadue chilometri cronometrati tra le dune, è stato lo statunitense Mitch Guthrie al volante di una Ford, che ha chiuso il percorso in tre ore, cinquantaquattro minuti e quarantasei secondi. Guthrie, il quale aveva già colto un successo parziale pochi giorni prima, ha beneficiato di una penalità di un minuto e dieci secondi inflitta al compagno di squadra Nani Roma: lo spagnolo, vincitore in due occasioni della storica competizione, aveva realizzato il tempo migliore in assoluto, ma la sanzione lo ha relegato al secondo posto, a poco più di un minuto dal nuovo leader.
La classifica e il panorama della gara
Quella appena conclusa si è rivelata, non a caso, una tappa di pura selezione, che ha messo a dura prova uomini e mezzi in una successione di difficoltà dove la navigazione diventa un'arte e il terreno nasconde insidie continue. Accanto al dominio Ford tra le quattro ruote, si è consolidato il primato di Sanders nella categoria moto, mentre l'ambiente della corsa riflette su una serie di episodi sfortunati e di ritiri che hanno costellato questa prima settimana di gara. Incidenti, talvolta anche gravi, purtroppo non costituiscono una novità in un raid di questa portata, eppure ogni volta impongono una pausa di riflessione sul limite estremo a cui si spinge la competizione.
Il difficile appuntamento con la sesta tappa
L'attenzione si sposta ora sulla frazione in programma oggi, venerdì nove gennaio, un ulteriore scoglio di trecentotrentuno chilometri che da Hail condurrà i superstiti verso Riad. Gli organizzatori l'hanno definita una delle prove più ardue dell'intero itinerario, con un tracciato che si snoderà principalmente attraverso le sabbie mobili della regione di Qassim, un vero e proprio campo minato per qualsiasi vettura o motocicletta. Sarà l'ultimo impegno agonistico prima della pausa di riposo di sabato, un momento atteso per ricaricare le energie e tentare di riparare, per quanto possibile, i danni accumulati in questi giorni di lotta incessante contro gli elementi.




