Memoriale del Ponte Morandi, un luogo di memoria attiva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Memoriale delle vittime del Ponte Morandi, inaugurato a Genova sotto il nuovo ponte San Giorgio, rappresenta un presidio di memoria, documentazione e denuncia pubblica. Progettato dall'architetto Stefano Boeri, il memoriale è stato fortemente voluto dai parenti delle vittime della tragedia del 14 agosto 2018, quando il ponte Morandi crollò nel letto del Polcevera, causando la morte di 43 persone. La struttura, che si trova proprio all'altezza del pilone del vecchio ponte collassato, è stata pensata come un luogo dove la storia possa essere raccontata con consapevolezza, ricordando le famiglie colpite e una città ferita.

Il sindaco facente funzioni, Pietro Piciocchi, ha fornito un aggiornamento sul progetto del parco del Polcevera, noto anche come parco del Ponte, di cui il memoriale rappresenta il primo tassello. Nei prossimi sei mesi dovrebbero iniziare i lavori per il primo lotto del cosiddetto Cerchio Rosso, un ambizioso progetto che mira a trasformare l'area circostante in un parco urbano. Il memoriale, con le sue sale riservate alle famiglie delle vittime e la possibilità di rivivere in forma immersiva il minuto del crollo, offre un'esperienza toccante e riflessiva.

Quando quattro anni fa Stefano Boeri visitò il capannone dove erano ospitate le macerie sotto sequestro del Ponte Morandi, chiamò subito Marco Bucci, allora sindaco di Genova, per discutere l'idea di un memoriale. Guidati dai parenti delle vittime, Boeri e il suo team hanno immaginato un luogo che potesse trasmettere con consapevolezza la memoria di quanto accaduto. Il memoriale, con il suo candore esterno, racconta un pezzo di storia oscura del nostro paese, ricordando il dolore e la grande sconfitta subita, ma anche la speranza di un futuro riscatto.

Il Memoriale del Ponte Morandi non è solo un museo, ma un luogo di memoria attiva, dove la storia viene raccontata attraverso le testimonianze e i ricordi di chi ha vissuto la tragedia. Le sale riservate alle famiglie delle vittime offrono uno spazio intimo e rispettoso, mentre le macerie del ponte, ancora sotto sequestro, rappresentano un simbolo tangibile della devastazione causata dal crollo.

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