World Pasta Day 2026, Tajani lancia la Giornata della Pasta Italiana nel Mondo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La pasta smette i panni del semplice alimento e indossa quelli di ambasciatrice. A Roma, nel cuore di Trastevere, la presentazione della 28esima edizione del World Pasta Day è servita a sciogliere le riserve: per nove italiani su dieci la sparizione della pasta dagli scaffali equivarrebbe a un impoverimento culturale e gastronomico, una perdita di identità che va oltre il semplice dato economico. La ricerca demoscopica condotta da AstraRicerche per i pastai di Unione Italiana Food, su un campione di 1.005 interviste a italiani tra i 18 e i 70 anni, ha misurato la reazione emotiva all’ipotesi di una vita senza spaghetti, penne o lasagne. La sensazione prevalente, per il 51,1% degli intervistati, è che si tratti di qualcosa di semplicemente impossibile; a seguire, per il 43,8%, domina il disorientamento per la perdita di un alimento centrale nell’alimentazione quotidiana.

La giornata istituita per decreto ministeriale

A dare il la alla due giorni capitolina è stato il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che ha annunciato l’istituzione della Giornata della Pasta Italiana nel Mondo. L’iniziativa, ha spiegato il titolare della Farnesina, sarà celebrata ogni anno con attività promosse dalle ambasciate e dai consolati italiani sparsi sul globo. «La pasta è uno dei simboli più amati della nostra cucina. È tradizione, cultura, convivialità. È la grande ambasciatrice della cucina italiana sulle tavole di tutto il mondo», ha dichiarato Tajani, sottolineando come dietro ogni piatto ci siano agricoltori, imprese e lavoratori di una filiera che parte dal grano duro dei campi nostrani. Il ministro ha poi rivendicato la leadership produttiva del Paese, con l’Italia saldamente in testa alla classifica mondiale, e ha legato l’iniziativa alla cosiddetta diplomazia della crescita, ovvero la strategia di sostegno all’export e all’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari.

I numeri di un primato che resiste

I dati diffusi in occasione della presentazione romana confermano una superiorità che non accenna a incrinarsi, nonostante le turbolenze geopolitiche globali. La produzione mondiale di pasta ha toccato i 17,3 milioni di tonnellate, con l’Italia che si attesta sui 4,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2025, davanti a Turchia, Stati Uniti ed Egitto. Sul fronte dei consumi, gli italiani si confermano i più grandi divoratori di pasta al mondo, con 23,1 chili annui pro capite, un primato che resiste anche rispetto a Tunisia, Ungheria e Germania.

Ma è soprattutto l’export a delineare il profilo di un comparto proiettato oltre confine: il nostro Paese copre il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con esportazioni che hanno superato le 2,4 milioni di tonnellate per un valore vicino ai 4 miliardi di euro, pari al 5,4% dell’intero export agroalimentare italiano.

Il valore affettivo tra le mura domestiche

Al di là delle cifre commerciali, la ricerca tratteggia un rapporto viscerale, quasi identitario. Oltre tre italiani su quattro associano la pasta a piacere ed emozione, mentre otto su dieci la considerano un simbolo di eccellenza del Made in Italy. Il valore più profondo, tuttavia, si accende tra le mura domestiche: per oltre sette intervistati su dieci un piatto di pasta assume un significato speciale se consumato in famiglia, con il pranzo della domenica che svetta come l’occasione più amata (54,4%), seguito dal ritorno a casa dopo un lungo viaggio (32,6%).

La pasta, insomma, non è solo un carboidrato da mettere in tavola, ma un collante sociale che resiste alle mode e alle generazioni. Anche la GenZ, seppur con sensibilità diverse rispetto ai baby boomer, la considera una risorsa imprescindibile, soprattutto per la possibilità di garantirsi un pasto completo a costi contenuti.

Le celebrazioni del 25 ottobre

L’edizione 2026 del World Pasta Day, in programma domenica 25 ottobre, si estende per la prima volta in una vera e propria World Pasta Week che approda a Parma, con il coinvolgimento di produttori, associazioni e partner tecnologici. L’evento, voluto da Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation, prevede una maratona social a cui prenderanno parte cuochi ed esperti, chiamati a condividere foto e racconti del proprio piatto preferito con l’hashtag dedicato.

La filiera estesa della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, la molitura e la trasformazione, ha generato nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, producendo 3 miliardi di valore aggiunto, a testimonianza di un settore che unisce tradizione contadina e innovazione industriale.

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