Pasta di Gragnano IGP, la storia della pasta che ha conquistato il mondo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La Pasta di Gragnano IGP ha trasformato una tradizione nata in Campania in un prodotto conosciuto sulle tavole di 147 Paesi. Semola di grano duro, acqua pura dei Monti Lattari e un territorio caratterizzato da condizioni ambientali particolari sono gli elementi alla base di una storia iniziata nella Valle dei Mulini, dove si è sviluppata una delle più celebri produzioni italiane di pasta secca.

La Valle dei Mulini e le origini della tradizione

Il legame tra Gragnano e la pasta nasce lungo il corso del torrente Vernotico, in un’area dei Monti Lattari dove per secoli l’acqua ha alimentato numerosi mulini. Questa infrastruttura rurale ha rappresentato il punto di partenza per una produzione che nel tempo ha trovato nella lavorazione della semola di grano duro una delle sue caratteristiche distintive. La presenza di acqua sorgiva, il clima con vento e umidità favorevoli e la posizione geografica hanno contribuito allo sviluppo della produzione locale.

I primi pastifici familiari comparvero tra il XVI e il XVII secolo, quando la pasta iniziò ad assumere un ruolo sempre più importante nell’alimentazione del territorio. Gragnano divenne progressivamente un centro specializzato nella produzione dei maccheroni, con una crescita favorita anche dalle tecniche di lavorazione che permisero di aumentare quantità e qualità del prodotto. La Valle dei Mulini, con i suoi impianti alimentati dal Vernotico, rimane legata alla memoria industriale della città e alla nascita della sua identità pastaia.

Dalla produzione locale al riconoscimento internazionale

Nel corso dell’Ottocento la produzione di pasta di Gragnano raggiunse una fase di forte espansione, con numerosi pastifici concentrati nel territorio cittadino. La lavorazione tradizionale, unita alle caratteristiche del luogo, ha costruito nel tempo la reputazione di un prodotto associato alla qualità italiana. Il riconoscimento europeo della denominazione Pasta di Gragnano IGP è arrivato nel 2013, inserendo ufficialmente questa specialità nel registro delle indicazioni geografiche protette.

La denominazione IGP identifica una pasta ottenuta dall’impasto di semola di grano duro e acqua, prodotta nel territorio di Gragnano secondo un disciplinare specifico. La tutela europea ha rafforzato il rapporto tra prodotto e territorio, valorizzando una filiera che lega materie prime, tecniche produttive e storia locale.

Il valore della pasta italiana tra agricoltura e mercato

Il successo internazionale della pasta di qualità si confronta oggi con le difficoltà della filiera agricola. Al World Durum and Pasta Forum organizzato a Roma, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha definito la pasta un asset strategico, sottolineando che il settore non può basarsi sul progressivo indebolimento dei produttori di grano duro. Secondo Giansanti, la pasta rappresenta cultura, valore e territorio, oltre a essere il secondo prodotto alimentare italiano più esportato dopo il vino.

Il dibattito sul prezzo della pasta si inserisce anche nel contesto dell’inflazione italiana. Ad agosto 2026 l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,3% rispetto allo stesso periodo precedente, mentre il comparto alimentare ha registrato una crescita più contenuta dell’1,1%. Per i consumatori il costo finale di un chilo di pasta dipende da diversi elementi, tra cui il tipo di prodotto, il canale di vendita e le differenze territoriali nelle rilevazioni dei prezzi.

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