Allarme pasta in Italia, il grano duro corre e i pastifici temono il conto dell'energia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I prezzi del grano duro di produzione nazionale hanno registrato la terza settimana consecutiva di rialzi. La Commissione Unica Nazionale ha aggiornato il listino il 14 settembre 2026, dopo che le quotazioni erano rimaste ferme dal 13 luglio fino al 24 agosto. I rincari di questa tornata sono più contenuti rispetto alla settimana precedente e si attestano tra i 3 e i 5 euro alla tonnellata su quasi tutte le ripartizioni geografiche e le diverse qualità di frumento duro.
Le quotazioni del listino CUN
Nel dettaglio, il Fino al Sud guadagna 4 euro a tonnellata e si colloca tra 282 e 287 euro, mentre al Centro l'aumento è dello stesso ordine e porta il valore a 274-279 euro. Al Nord la crescita è di 3 euro a tonnellata, con un prezzo di 273-278 euro, e nelle Isole il rialzo è ancora di 3 euro per un valore di 253-258 euro. Si tratta di variazioni contenute, ma che confermano una tendenza al rialzo in atto da alcune settimane e che segue il lungo periodo di stasi estiva.
Le preoccupazioni degli industriali
A lanciare l'allarme è Massimo Menna, presidente del Consorzio di tutela della Pasta di Gragnano Igp e amministratore delegato di Pasta Garofalo. «Stiamo vivendo un periodo difficile dal punto di vista generale», ha dichiarato Menna. «I mercati dei cereali sono interconnessi e quando vengono meno esportazioni importanti, come può accadere per effetto delle tensioni tra Russia e Ucraina, i prezzi tendono inevitabilmente a salire».
Il presidente del consorzio ha aggiunto che «c'è stato un certo aumento dei prezzi e questo ovviamente ci preoccupa», sottolineando però che «speriamo sempre che prevalga il buon senso e che le tensioni internazionali possano ridursi».
Energia e trasporti sulle spalle dei pastifici
Oltre al costo della materia prima, a pesare sui bilanci delle aziende sono le voci legate all'energia, ai carburanti e al costo del denaro. La crisi mediorientale e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz mantengono alta la pressione sulle quotazioni di petrolio e gas, mentre il rialzo dei tassi continua a incidere sugli investimenti industriali. Menna osserva il fenomeno anche dalla prospettiva della filiera di Gragnano: «Quando i prezzi dei cereali aumentano oltre determinati livelli, gli effetti si propagano lungo tutta la filiera.
Per questo guardiamo con attenzione all'evoluzione dei mercati internazionali, pur mantenendo fiducia nella capacità delle imprese italiane di continuare a investire su qualità, innovazione e sostenibilità».
Nessuna previsione sui prezzi al consumo
Nonostante lo scenario, il numero uno di Garofalo evita di fare previsioni allarmistiche sui prezzi della pasta. «Ogni azienda decide autonomamente la propria politica commerciale», osserva Menna. «In questo momento non ci sono elementi per indicare quale potrà essere il prezzo di un pacco di pasta tra qualche mese». Secondo il manager, la pasta mantiene una caratteristica che la rende relativamente resiliente nei momenti di difficoltà economica: «È un prodotto che rimane accessibile e che fa parte delle abitudini alimentari delle famiglie.
Anche nei periodi di crisi non abbiamo visto spostamenti improvvisi dei consumi. Anzi, in alcune fasi particolari i consumatori hanno percepito pasta e farina come beni rassicuranti e di sicurezza».
La materia prima e gli investimenti
Parlando dell'approvvigionamento, Menna ha ricordato che la materia prima utilizzata da Garofalo proviene prevalentemente dall'Italia, con qualche integrazione da Stati Uniti e Australia. L'azienda sta proseguendo nel percorso di riduzione del peso dei costi energetici: dopo aver installato un impianto di trigenerazione, sta completando un nuovo sistema di capacità insieme all'ampliamento degli impianti fotovoltaici.
«Vogliamo arrivare a circa un megawatt e mezzo di potenza installata», ha spiegato il manager, indicando però che «il problema sono soprattutto i tempi autorizzativi, che restano molto lunghi».
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
