Loren Gold, il turnista che ha suonato con The Who e Chicago, è il nuovo tastierista dei Rush per il tour del cinquantenario
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina organizzativa del “Fifty Something Tour” dei Rush, quel giro di concerti che celebrerà il mezzo secolo di carriera della band e che vedrà Geddy Lee e Alex Lifeson tornare sui palchi di mezzo mondo, ha svelato un altro tassello fondamentale della sua nuova formazione. Dopo l’annuncio della batterista tedesca Anika Nilles, chiamata a raccogliere l’eredità dello scomparso Neil Peart, il gruppo ha ufficializzato l’ingresso di Loren Gold, musicista dalla carriera lunga e variegata, che siederà dietro le tastiere per le date previste tra il 2026 e il 2027. La notizia, diffusa contestualmente al calendario delle prime date europee e sudamericane, aggiunge un ulteriore elemento di curiosità attorno a un ritorno sulle scene che, per i fan italiani, avrà il suo culmine nell’unica data italiana fissata per il 30 marzo 2027 all’Unipol Dome di Milano.
Un curriculum che spazia dal pop delle teen idol al rock sinfonico
La scelta di Loren Gold non è certo una scommessa, bensì il risultato di un percorso professionale che lo ha visto collaborare con alcuni dei nomi più pesanti della musica internazionale. Se è vero che il grande pubblico potrebbe aver familiarizzato con il suo volto durante le sue apparizioni come turnista in programmi televisivi come “America’s Got Talent” o “Dancing with the Stars”, è nel mondo del rock che Gold ha costruito gran parte della sua reputazione. La sua militanza con Roger Daltrey, iniziata nel 2009, lo ha portato pochi anni dopo, precisamente nel 2012, a entrare in pianta stabile nella leggendaria formazione degli Who, contribuendo agli arrangiamenti e alla resa live di un catalogo sterminato. Più recentemente, con la ripresa delle attività dal vivo dopo la pandemia, Gold ha sostituito Lou Pardini nei Chicago, formazione per la quale suona tuttora e che incarna perfettamente quella commistione tra rock e sofisticatezza armonica che potrebbe tornare utile anche nella musica dei Rush. Prima di approdare a questi lidi, il tastierista aveva maturato esperienze con Don Felder, già chitarrista degli Eagles, e con Kenny Loggins, senza dimenticare un passato, agli inizi degli anni Duemila, come direttore musicale per popstar come Hilary Duff, Demi Lovato e Selena Gomez, un bagaglio che gli ha fornito una versatilità non indifferente.
Le parole di Geddy Lee e la preparazione del repertorio
A presentare ufficialmente il nuovo membro della band è stato lo stesso Geddy Lee, che in una dichiarazione ripresa dai canali ufficiali e dalle agenzie di stampa ha voluto sottolineare il clima positivo che si respira durante le prove. Il bassista e cantante ha raccontato di come sia lui che Alex Lifeson stiano amando le ore trascorse in sala prove con Anika Nilles e, ora, con Loren Gold, un lavoro certosino che prevede l’apprendimento di circa quaranta brani. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire spettacoli che possano evolversi di serata in serata, pescando da un catalogo vasto per offrire scalette parzialmente diverse al pubblico delle varie tappe. Una formula, quella dei due set da poco più di un’ora ciascuno con un intervallo, che richiede una conoscenza profonda del materiale e una chimica di gruppo che, a sentire Lee, sembra essersi già instaurata. D’altronde, l’entusiasmo per il progetto è palpabile, considerando che la band è reduce da una tornata di prevendite che ha fatto registrare il tutto esaurito per le date nordamericane del 2026, costringendo gli organizzatori ad aggiungere spettacoli su spettacoli fino a raggiungere le cinquantotto repliche solo per il prossimo anno.
La data italiana e le complesse dinamiche dell’annuncio
Per i fan italiani, l’annuncio ha un sapore particolare: il concerto del 30 marzo 2027 all’Unipol Dome di Milano segnerà infatti il ritorno dei Rush nel nostro paese a vent’anni esatti dall’ultima esibizione, che risaliva al 2007 al DatchForum di Assago. L’organizzazione dell’evento, curata da MC2Live, ha già messo in moto la macchina della prevendita, con modalità scaglionate che vedranno il sito ufficiale della band aprire le danze il 24 febbraio, seguito da MC2Live e Vivaticket il 25, da Spotify il 26 e infine dalla vendita generale il 27 febbraio. Un meccanismo complesso, questo, che testimonia l’attesa spasmodica per un evento che molti davano per improbabile dopo la scomparsa di Neil Peart, avvenuta nel 2020. E proprio al compianto batterista e paroliere sarà idealmente dedicato il tour, un tributo che Lee e Lifeson hanno più volte detto di volergli rendere nel modo più solenne possibile, portando dal vivo la musica che hanno scritto e suonato insieme per decenni. La scelta di Loren Gold, in questo contesto, appare dunque come quella di un professionista affidabile, capace di inserirsi in un ingranaggio delicato senza stravolgerlo, ma anzi aggiungendo quel tassello di esperienza e savoir-faire necessario a reggere il peso di un’eredità artistica immensa.
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