Concorso Inps, i posti a bando salgono a 1.695: ecco come presentare domanda

Concorso Inps, i posti a bando salgono a 1.695: ecco come presentare domanda
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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha ufficialmente ampliato il proprio piano di assunzioni, portando a 1.695 il numero di posti messi a bando per il concorso pubblico finalizzato all’inserimento a tempo indeterminato di personale nell’Area dei funzionari, famiglia professionale “funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi”. La procedura concorsuale, originariamente indetta con la deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 100 del 10 giugno 2026, prevedeva inizialmente l’assunzione di 1.024 unità. Tuttavia, a seguito della Deliberazione n.

108 del 24 giugno 2026, il Cda dell’Istituto ha disposto una modifica sostanziale del bando, incrementando il numero complessivo delle assunzioni previste di ben 671 unità. Il bando è stato pubblicato nella giornata del 25 giugno 2026 sul Portale del Reclutamento InPA, dando così il via ufficiale alla finestra temporale per l’invio delle domande di partecipazione.

Domanda di partecipazione e requisiti richiesti

La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, accedendo al Portale del Reclutamento “InPA” all’indirizzo www.inpa.gov.it. Per autenticarsi e procedere alla compilazione del modulo di candidatura, è necessario essere in possesso di credenziali SPID, Carta d’identità elettronica (CIE), Carta nazionale dei servizi (CNS) o eIDAS.

La scadenza per l’invio delle candidature è fissata inderogabilmente alle ore 23:59 del 27 luglio 2026, termine che decorre dai trenta giorni successivi alla pubblicazione del bando. Un aspetto cruciale da non sottovalutare è l’obbligo di possedere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) intestato al candidato, necessario per ricevere tutte le comunicazioni ufficiali relative alla procedura selettiva.

Nella domanda, il candidato è tenuto a indicare una sola struttura tra quelle riportate nella tabella del bando, e la graduatoria finale verrà formata separatamente per ciascuna sede.

Per essere ammessi alla selezione, i candidati devono essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego, tra cui la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, la maggiore età e il godimento dei diritti civili e politici.

Sul fronte del titolo di studio, è richiesto il possesso di un diploma di laurea del vecchio ordinamento o di un titolo equiparato in una delle discipline ampiamente elencate dal bando, che spaziano dall’economia alla giurisprudenza, dalle scienze politiche alla sociologia, fino a comprendere psicologia, lettere, lingue, scienze dell’educazione e ingegneria gestionale.

Le prove del concorso: preselezione e prova scritta

La procedura concorsuale prevede lo svolgimento di una prova scritta e la successiva valutazione dei titoli. È stata introdotta la possibilità di una prova preselettiva, che si terrà unicamente nel caso in cui il numero di domande di partecipazione dovesse superare la soglia delle 4.000 unità. In questa evenienza, la preselezione consisterà in 60 quesiti a risposta multipla, volti a testare le capacità di logica, la comprensione e il ragionamento verbale, la conoscenza della lingua inglese, le competenze informatiche e la cultura generale.

Il punteggio ottenuto in questa fase non concorre alla formazione della graduatoria finale, ma serve unicamente a selezionare i candidati che potranno accedere alla prova scritta: saranno ammessi coloro che si classificheranno nei primi posti in un numero pari a due volte i posti messi a concorso, oltre agli eventuali ex aequo.

La prova scritta rappresenta il cuore della selezione e si articola in due sezioni distinte. La prima parte prevede l’analisi di tre brani a carattere tecnico-giuridico, con parole o frasi mancanti da completare scegliendo tra opzioni predefinite, oltre a quesiti sul contenuto dei testi. Le materie oggetto di questa sezione riguardano il diritto del lavoro e della previdenza, la legislazione sociale, la pianificazione e il controllo di gestione, nonché l’organizzazione e il funzionamento della Pubblica amministrazione.

La seconda sezione della prova scritta è invece dedicata all’analisi di scenari o casi situazionali a contenuto operativo, con l’obiettivo di valutare le capacità decisionali, il giudizio, la capacità di individuare le priorità, il problem solving, l’organizzazione del lavoro e le competenze relazionali del candidato. Per superare la prova, è necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30 in entrambe le sezioni: il mancato raggiungimento della soglia minima anche in una sola delle due parti comporta l’esclusione dal concorso.

Distribuzione dei posti e valutazione dei titoli

I posti a bando sono distribuiti tra le direzioni regionali, le direzioni di coordinamento metropolitano e la Direzione servizi al territorio/Direzione generale dell’Inps. La ripartizione vede una concentrazione maggiore nelle strutture del Nord Italia e in quelle delle grandi città, con la Direzione Servizi al Territorio – Direzione Generale che offre 220 posti, seguita dalla DCM Roma con 215 e dalla DCM Milano con 196.

Seguono la Lombardia con 190 posti, l’Emilia Romagna con 182, il Piemonte con 154, la Toscana con 148, il Veneto con 96 e la DCM Napoli con 90 posti. Il resto delle opportunità è distribuito in misura minore tra le altre regioni e province italiane, garantendo una copertura capillare del territorio nazionale.

Al termine della prova scritta, la commissione procederà alla valutazione dei titoli, che potrà attribuire fino a un massimo di 10 punti aggiuntivi. Saranno oggetto di valutazione il voto del titolo di studio, eventuali ulteriori lauree, master universitari e dottorati di ricerca, secondo i criteri specifici indicati nel bando. La graduatoria finale sarà elaborata per ciascuna struttura e terrà conto della somma tra il punteggio ottenuto nella prova scritta e il punteggio attribuito ai titoli posseduti.

I vincitori del concorso saranno assunti con un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, e sarà previsto un periodo di prova di quattro mesi di effettivo servizio.

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