G7 approva l'uso di beni russi congelati per sostenere l'Ucraina
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Redazione Esteri
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Il primo giorno del G7 italiano è stato dominato da una polemica tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Nonostante ciò, la sessione di lavoro è stata un motivo di orgoglio per il premier, grazie al consenso dei leader sul documento finale.
Un prestito per l'Ucraina
Tra un mini-tour in 500 decappottabile, un pasto firmato Massimo Bottura e la cerimonia della bandiere con i paracadutisti della Folgore, è stato raggiunto l'obiettivo principale. La presidenza italiana ha infatti ottenuto l'approvazione per l'uso dei beni russi congelati nelle banche occidentali. Questi saranno utilizzati per garantire un prestito di 50 miliardi di dollari all'Ucraina.
Risorse per l'Ucraina
L'Ucraina riceverà 50 miliardi di dollari di aiuti entro il 2024. Questi fondi saranno finanziati dagli interessi maturati dalle proprietà russe "congelate" in Occidente. Il G7 ha trovato l'accordo su una misura che sembrava sull'orlo del fallimento. Questo si aggiunge ai 60 miliardi di euro già stanziati dall'Ue e ai 50 miliardi di dollari approvati di recente dal Congresso Usa.
Gli asset russi
La storia che ha portato all'accordo sull'uso dei beni russi in Occidente inizia la notte del 24 febbraio 2022, poche ore dopo l'attacco russo sull'Ucraina. Mario Draghi ha contattato la sua vecchia amica e collega Janet Yellen, attuale segretario al Tesoro di Washington. "Congeliamo le riserve russe in valuta estera", ha proposto Draghi. E così è stato.




