L'Unione Europea destina i proventi dei beni congelati alla Russia per sostenere l'Ucraina
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Redazione Esteri
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito un malinteso riguardo al clima di guerra e alla necessità di 'preparare' i cittadini. Ha affermato che l'Unione Europea non si sta preparando alla guerra. Questa dichiarazione è stata fatta al termine del Consiglio europeo. Ha spiegato che c'è stata un po' di confusione sulle conclusioni. Quello che era scritto non era un riferimento a 'prepariamo i cittadini perché siamo in guerra', ma era più inteso per la risposta alle crisi sul piano della protezione civile.
Sostegno all'Ucraina con i beni congelati alla Russia
I profitti e gli interessi generati dai beni della Russia congelati in Unione europea potrebbero presto essere usati a sostegno dell’Ucraina. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra i leader dell’Unione, che apre alla possibilità di un loro utilizzo già a partire dal prossimo luglio. Si tratta di circa 3 miliardi di euro solo per il 2024, di cui il 90% sarà destinato a fornire maggiore assistenza militare al paese.
Reazione del Cremlino all'esproprio dei proventi
Se l'Unione europea deciderà di espropriare i proventi dai capitali russi congelati in Europa per utilizzarli a favore di Kiev, ciò avrà "conseguenze molto serie per coloro che hanno preso tali decisioni e per coloro che le applicano". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Abbiamo sentito dichiarazioni da Bruxelles - ha aggiunto Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti - che i proventi dai capitali non appartengono a nessuno.




