Rai, bufera sui Mondiali di ciclismo: diretta interrotta nel finale e problema tecnico su RaiPlay

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Rai si ritrova al centro di una polemica che coinvolge appassionati di ciclismo, sindacati interni e vertici aziendali dopo quanto accaduto domenica sera durante la prova in linea maschile dei Mondiali di Montreal. A 38 chilometri dall'arrivo, con la corsa ancora aperta e un italiano in lotta nelle prime posizioni, la diretta è stata bruscamente interrotta su Rai 2 per lasciare spazio al Tg2 delle 20.30.

La corsa è stata dirottata su RaiPlay Sport 3, canale visibile soltanto in streaming, ma un malfunzionamento della piattaforma ha impedito per diversi minuti agli spettatori di seguire le fasi decisive della gara.

Il passaggio su RaiPlay e il canale bloccato

Il trasferimento sulla piattaforma streaming non era una scelta improvvisata: Rai Sport non poteva proseguire la trasmissione sul canale tradizionale perché su RaiSport era in onda, per obblighi contrattuali, la partita di Serie C tra Pescara e Spezia. Il piano prevedeva dunque il passaggio su RaiPlay Sport 3, ma il collegamento non ha funzionato correttamente.

Per alcuni minuti sono circolate immagini non aggiornate e il flusso della diretta è rimasto bloccato, lasciando gli spettatori nell'impossibilità di seguire la corsa nel momento in cui Brandon McNulty stava consolidando il proprio vantaggio. La diretta è tornata su Rai 2 soltanto quando mancavano undici chilometri all'arrivo, troppo tardi per recuperare le fasi più salienti della fuga decisiva.

La ricostruzione della corsa e il trionfo di McNulty

La prova iridata maschile, disputata su un percorso di oltre 273 chilometri con partenza da Brossard e dodici giri del circuito attorno al Mont-Royal, si era accesa già a un centinaio di chilometri dal traguardo. A 32 chilometri dall'arrivo, lo statunitense Brandon McNulty ha sferrato l'attacco decisivo, lasciando sul posto i favoriti che si marcavano reciprocamente. Il vantaggio dell'americano ha superato il minuto, ma nell'ultima ascesa verso il Mont-Royal si è ridotto fino a una decina di secondi, con il gruppo degli inseguitori che sembrava pronto a riassorbirlo.

La mancanza di collaborazione tra gli inseguitori, tuttavia, ha permesso a McNulty di resistere e di tagliare il traguardo con tredici secondi di margine su Michael Matthews e Mathieu van der Poel, rispettivamente secondo e terzo.

Le scuse dell'azienda e le reazioni sindacali

Dopo le proteste degli spettatori sui social network, è arrivata la presa di posizione della Rai, che ha riconosciuto il disservizio e si è scusata con il pubblico. Il direttore di Rai Sport ha ricondotto il malfunzionamento a un problema di sovraccarico della piattaforma, esprimendo rammarico per aver privato gli appassionati di una parte importante del finale. Sul fronte sindacale, Usigrai e il Cdr di Rai Sport hanno diffuso una nota durissima, definendo l'accaduto "l'ennesima pratica autolesionista di un'azienda senza coordinamento editoriale".

Secondo i firmatari del comunicato, la vicenda avrebbe un duplice effetto negativo: far arrabbiare gli appassionati di sport e al tempo stesso disperdere il pubblico interessato all'evento.

Un finale beffardo per gli spettatori italiani

La corsa iridata maschile di Montreal si è rivelata una delle edizioni più incerte degli ultimi anni, complice anche l'assenza del campione uscente Tadej Pogačar, costretto a saltare la prova per un infortunio rimediato durante la Vuelta. McNulty, compagno di squadra dello sloveno alla UAE Emirates, ha saputo capitalizzare il momento di confusione tra i favoriti, conquistando il titolo mondiale e riportando la maglia iridata negli Stati Uniti per la prima volta dal 1993.

Per il ciclismo italiano, la domenica di Montreal lascia l'amaro in bocca non solo per l'esito della corsa, ma anche per la gestione televisiva che ha negato agli appassionati la possibilità di seguire fino in fondo un evento atteso per tutta la stagione.

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