Protesta autotrasportatori in Calabria, l'OrSA sostiene gli scioperi e attacca il Governo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'OrSA Confederale Calabria ha scelto da che parte stare. Con una nota firmata dal segretario generale Vincenzo Rogolino, il sindacato autonomo ha espresso solidarietà allo sciopero degli autotrasportatori e dei tir calabresi, impegnati da giorni in presidi lungo gli snodi strategici della regione per denunciare il costo insostenibile del carburante e l'assenza di risposte dalle istituzioni nazionali.

Una presa di posizione netta, arrivata attraverso il comparto dell'OrSA Marittimi, che secondo l'organizzazione non può ignorare le condizioni di chi ogni giorno affronta sacrifici enormi per garantire la circolazione di persone e merci.

Presidi tra Rende e Cosenza

La mobilitazione, giunta ormai al quarto giorno consecutivo, continua a concentrarsi nell'area industriale di Rende, in particolare tra Quattromiglia e Contrada Lecco, dove una ventina tra tir e trattori presidia lo snodo viario senza provocare blocchi totali della circolazione. I manifestanti hanno confermato che il presidio e il blocco a singhiozzo resteranno attivi almeno fino alla mezzanotte di martedì, con un'assemblea cittadina convocata per decidere le prossime tappe.

La protesta coinvolge anche il territorio di Cosenza, dove gli studenti di diversi istituti superiori hanno organizzato un corteo per le vie cittadine, unendo le proprie istanze contro il caro vita alle ragioni degli autotrasportatori e degli agricoltori in presidio.

La piattaforma delle richieste

Al centro della vertenza ci sono numeri che, secondo i manifestanti, rendono impossibile continuare a lavorare. Il gasolio ha superato la soglia dei 2,40 euro al litro, mentre le tariffe di trasporto sono rimaste invariate e i pedaggi autostradali continuano a pesare sui bilanci delle imprese.

Le richieste avanzate dalle sigle del settore vanno da un prezzo calmierato del carburante a un regime di carburante dedicato alla categoria, sul modello di quanto già avviene per l'agricoltura, fino allo sblocco delle risorse già stanziate e all'individuazione di ulteriori misure di sostegno. Il tavolo tecnico convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è fissato per martedì alle 15, con la partecipazione anche delle sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia.

Il fronte unito del Mezzogiorno

La protesta calabrese si inserisce in un quadro più ampio, che vede coinvolte anche Puglia e Basilicata. I rappresentanti territoriali dei trasportatori delle tre regioni hanno ribadito la volontà di non smobilitare i presidi prima di aver ottenuto garanzie certe, con tempi e risorse definiti, e si presenteranno al confronto romano con una piattaforma unitaria.

Su questa linea si è espressa anche la CGIL di Reggio Calabria, attraverso le parole del segretario generale Gregorio Pititto, secondo cui la mobilitazione in corso non può essere liquidata come un problema di categoria, perché riguarda l'intero Mezzogiorno e le sue prospettive economiche.

L'appuntamento del 30 ottobre

Mentre il presidio di Rende prosegue, lo sguardo dei manifestanti è già rivolto a venerdì 30 ottobre, quando a Cosenza è previsto uno sciopero generale accompagnato da una manifestazione nel centro cittadino. Sarà l'assemblea del presidio a stabilire se la mobilitazione di Quattromiglia e Castiglione Cosentino proseguirà senza interruzioni fino a quella data o se assumerà altre forme.

Nel frattempo, la protesta continua a raccogliere adesioni trasversali, con studenti, lavoratori e semplici cittadini che si sono avvicinati ai presidi per esprimere solidarietà alle categorie in lotta contro il caro carburante e l'aumento generalizzato dei costi.

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