Protesta degli autotrasportatori, rincari e scaffali vuoti in Italia

Protesta degli autotrasportatori, rincari e scaffali vuoti in Italia
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante sta provocando scaffali vuoti, difficoltà nelle consegne e rincari dei prodotti alimentari, con conseguenze che dalla Puglia si estendono alla Campania e ad altre regioni italiane. I blocchi dei mezzi pesanti stanno rallentando il trasporto delle merci, mentre le aziende agricole e i produttori incontrano difficoltà a far arrivare i propri prodotti nei punti vendita. Le ripercussioni più evidenti riguardano frutta e verdura fresche, ma le interruzioni della distribuzione coinvolgono anche altri generi alimentari e le forniture di carburante.

Prezzi di frutta e verdura in aumento per i ritardi nelle consegne

Tra gli effetti più immediati della mobilitazione c'è l'aumento dei prezzi dell'ortofrutta, legato anche alla difficoltà di movimentare prodotti che richiedono tempi di trasporto rapidi. In alcuni esercizi commerciali, le zucchine sono arrivate a costare 3 euro al chilo, mentre per i pomodori si sono sfiorati i 10 euro al chilo. La merce fresca rimasta nei magazzini dei produttori rischia inoltre di deteriorarsi prima di raggiungere i consumatori, aggravando le perdite lungo la filiera. Il problema non riguarda soltanto la disponibilità sugli scaffali: quando i rifornimenti diventano irregolari, anche la possibilità di trovare gli stessi alimenti in diversi negozi si riduce.

Le difficoltà nella distribuzione superano i confini della regione in cui sono iniziati i presidi. In Lombardia e nel Lazio, i rifornimenti di prodotti ortofrutticoli provenienti dal Mezzogiorno stanno incontrando ostacoli, con ritardi che si ripercuotono sulla disponibilità delle merci. Il blocco del trasporto su gomma interessa infatti una fase essenziale della catena alimentare: collega le aziende produttrici ai centri di stoccaggio, ai distributori e ai supermercati. Per gli alimenti freschi, una consegna mancata non comporta soltanto un ritardo commerciale, ma può tradursi nella perdita di prodotti che non possono essere conservati a lungo.

Caserta, supermercati con scorte ridotte e presidi sulle autostrade

In Campania, la mobilitazione ha raggiunto anche gli svincoli di Caserta Nord e Caserta Sud, con conseguenze dirette sulla distribuzione alimentare nella provincia. Nei supermercati si sono ridotte le scorte di frutta e verdura, ma anche di carne e latticini. Alcuni consumatori sono stati costretti a visitare più esercizi commerciali per cercare gli alimenti necessari, senza riuscire sempre a trovare ciò di cui avevano bisogno. La carenza di prodotti diversi mostra come le difficoltà logistiche possano coinvolgere più comparti contemporaneamente, soprattutto quando i mezzi destinati alle consegne non riescono a circolare regolarmente.

Nel frattempo, in Puglia è arrivato un primo segnale di distensione dopo il confronto a Milano tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti del settore. Gli autotrasportatori hanno accolto la richiesta di una revoca parziale dei blocchi, mantenendo tuttavia la possibilità di proseguire la protesta in assenza di risposte concrete. Sul fronte economico, il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati ai contributi per il comparto e di ulteriori risorse per il rinnovo del parco mezzi, mentre una parte degli operatori continua a chiedere interventi capaci di compensare l'aumento dei costi di esercizio.

In Campania sono segnalati presidi all'esterno dei caselli autostradali di Nola, lungo l'A30 Caserta-Salerno, e nelle aree degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise, lungo l'asse dell'A1 Milano-Napoli.

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