Caro carburanti, l’allarme degli autotrasportatori e degli armatori: «Servizi a rischio, rincari e possibili blocchi»
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Redazione Economia
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Il prezzo dei carburanti, come noto, continua a salire senza che si intraveda un’inversione di tendenza immediata, e questa escalation – alimentata dalle tensioni nel Golfo Persico – sta mettendo in seria difficoltà l’intero sistema della mobilità su gomma e su nave. Dal settore dell’autotrasporto arrivano segnali inequivocabili di collasso imminente, laddove Manuele Covili, responsabile per Cna Modena, descrive una situazione ormai al limite: i costi crescono, i margini si riducono a zero e l’incertezza sulle misure governative non fa che aggravare un quadro già compromesso. Il rischio, concreto, è quello di un blocco dei trasporti, con conseguenze a catena che finirebbero per colpire qualsiasi servizio essenziale, dalla logistica alimentare a quella farmaceutica.
Autotrasporto, il grido d’allarme di Fita-Cna Bologna: «Gasolio a livelli insostenibili»
A farsi portavoce della crescente preoccupazione tra i camionisti è anche Giordano Bianconi, presidente di Fita-Cna Bologna, il quale sottolinea come l’aumento del gasolio abbia ormai raggiunto soglie insostenibili per le imprese del settore. «L’escalation del prezzo – si legge in una nota – ha aggravato una condizione già critica, compromettendo la continuità operativa». La stessa organizzazione si dissocia fermamente dall’attuale gestione della crisi, ritenuta inadeguata e tale da mettere in ginocchio migliaia di autotrasportatori, tanto a livello provinciale quanto nazionale. Senza un intervento deciso, insomma, molti camion potrebbero presto fermarsi, e con essi l’intera filiera dei beni trasportati su gomma.
Armatori in pressing: «O abbassate i costi o tagliamo le navi per le isole»
Parallelamente, il fronte del trasporto marittimo non è da meno. Confitarma e Assarmatori hanno lanciato un avvertimento chiaro alle istituzioni: se non verranno ridotti i prezzi dei carburanti, saranno costretti a tagliare i collegamenti navali con le isole maggiori e minori, facendo così venire meno quella continuità territoriale finora garantita. La nota congiunta delle due associazioni spiega che l’aumento dei costi, causato dalla grave crisi internazionale, impatta in modo rilevante sui servizi regolari per passeggeri e merci, su rotte nazionali già fortemente esposte anche a causa delle politiche ambientali europee, sempre più stringenti. L’allarme arriva proprio alla vigilia di un Consiglio dei ministri chiamato a discutere un nuovo decreto legge per far fronte ai rincari.
La richiesta al governo: un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta
Di fronte a questo scenario, gli armatori non si limitano a denunciare: chiedono al governo un contributo straordinario per le compagnie di navigazione, da erogare preferibilmente come credito d’imposta. La misura, secondo le associazioni di categoria, sarebbe necessaria per evitare il collasso di un segmento industriale strategico, quello dei collegamenti marittimi, che già soffre per l’aumento generalizzato dei costi energetici e per le normative ambientali in vigore. Senza un intervento tempestivo, il rischio concreto è che molte tratte vengano sospese, isolando di fatto le isole e danneggiando gravemente residenti e imprese. La partita, insomma, si gioca tutta nelle prossime ore, mentre i prezzi alle pompe continuano a salire e i margini delle aziende di trasporto si assottigliano giorno dopo giorno.
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