Protesta degli autotrasportatori, il governo prepara nuovi aiuti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio prosegue in diverse aree del Mezzogiorno, mentre il governo prepara nuovi interventi economici per sostenere il settore. Il Consiglio dei ministri, convocato per giovedì alle ore 12, è atteso dall'esame di un decreto che riunisce misure per il trasporto su gomma e risorse destinate all'agricoltura. Tra gli interventi previsti figurano oltre 100 milioni di euro per i rimborsi sul carburante, una risposta alle difficoltà delle imprese alle prese con l'aumento dei costi operativi.

Decreto sul caro carburante, le misure allo studio

Il provvedimento potrebbe comprendere anche strumenti per alleggerire le spese sostenute dalle aziende di trasporto. Il viceministro Edoardo Rixi ha indicato tra le ipotesi una sospensione di cinque mesi delle rate dei leasing, soluzione che consentirebbe alle imprese interessate di rinviare temporaneamente una parte degli impegni finanziari. Sul tavolo c'è anche il cosiddetto surcharge fuel, un meccanismo pensato per distribuire lungo la filiera gli effetti degli aumenti del carburante, anziché lasciarne il peso esclusivamente sugli autotrasportatori.

Un'altra possibile disposizione riguarda le clausole di salvaguardia per i contratti orali, citate dal viceministro tra le norme che potrebbero entrare nel decreto. Si tratta di un tema legato ai rapporti commerciali nel trasporto merci, nei quali le variazioni dei costi possono incidere sull'equilibrio degli accordi tra le parti. Le misure indicate non hanno tutte lo stesso grado di certezza: i rimborsi sul gasolio rappresentano una componente centrale dell'intervento annunciato, mentre le altre disposizioni sono state presentate come possibilità ancora da valutare nell'ambito del provvedimento.

Blocchi dei camion e controlli delle forze dell'ordine

Sul fronte della mobilitazione, alcune sigle hanno deciso di interrompere il fermo, mentre altri presidi condizionano la circolazione. In Sicilia, l'Associazione imprese autotrasportatori siciliani e l'Aias hanno sospeso la protesta, dopo i blocchi che avevano interessato tratti dell'autostrada Messina-Catania, l'area del porto di Palermo e altre strade dell'isola. Sono ancora segnalati blocchi sull'A1 e a Gela, mentre in Calabria proseguono i presidi degli agricoltori.

Il Ministero dell'Interno ha intensificato le verifiche contro le iniziative stradali illegali che ostacolano il traffico. Il bilancio diffuso per l'attività di controllo comprende 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 destinatarie di sanzioni amministrative. Le verifiche riguardano anche episodi di intimidazione denunciati durante la protesta, tra cui presunte aggressioni e danneggiamenti ai pneumatici dei camion per impedire ad alcuni conducenti di riprendere le consegne. In provincia di Caserta sono stati segnalati casi nei pressi del casello di Teano e dell'area di servizio San Nicola la Strada, ora sottoposti ad accertamenti investigativi.

Le ripercussioni sui rifornimenti e sulla distribuzione

Le interruzioni del trasporto merci stanno creando difficoltà nella distribuzione di prodotti alimentari e carburanti. In Campania, alcuni supermercati segnalano scorte ridotte di latte, pasta, farina e acqua, oltre a problemi nei reparti dei freschi e dei surgelati. Anche le consegne alle stazioni di servizio risultano rallentate, con impianti rimasti temporaneamente senza carburante e attese più lunghe per gli automobilisti. La riduzione dei flussi logistici si ripercuote sulle attività commerciali che dipendono dalla regolarità dei rifornimenti, soprattutto per le merci deperibili.

Le conseguenze interessano anche le imprese che utilizzano materie prime trasportate su strada. In Calabria, l'azienda agroalimentare Gias, con sede a Mongrassano nel Cosentino, ha segnalato il rischio di interrompere le linee produttive a causa delle difficoltà di approvvigionamento. La società conta 400 dipendenti e registra un fatturato superiore a 70 milioni di euro; secondo la presidente e amministratrice delegata Gloria Tenuta, un eventuale stop potrebbe lasciare a casa tra 200 e 300 lavoratori.

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