Puglia, le conseguenze della protesta degli autotrasportatori: scaffali vuoti in molti supermercati

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Gli scaffali di numerosi supermercati pugliesi sono vuoti o gravemente sguarniti. La causa è la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, che da giorni blocca le principali arterie stradali della regione impedendo alle merci di raggiungere la destinazione finale. La situazione, documentata anche attraverso le immagini diffuse sui social, mostra reparti ortofrutta e alimentari con ampi spazi vuoti, a conferma di un sistema di approvvigionamento entrato in crisi.

Blocchi stradali e caselli presidiati

I presidi dei manifestanti si concentrano lungo la statale 16, all'altezza di Ripalta nel Foggiano, e in corrispondenza dei caselli autostradali di Candela sull'A16 Napoli-Canosa e di Poggio Imperiale sull'A14 Bologna-Taranto. Qui i mezzi commerciali vengono fermati, mentre il transito è consentito ai soli veicoli di soccorso.

Alla mobilitazione degli autotrasportatori si sono aggiunti gli agricoltori, con oltre cinquanta trattori giunti dal Gargano, e gli olivicoltori, che protestano anche per il drastico calo del prezzo dell'olio in concomitanza con l'avvio della campagna olearia.

La crisi della distribuzione alimentare

Le conseguenze sui rifornimenti sono ormai evidenti. In diversi comuni del Foggiano, tra cui San Severo, vengono segnalate difficoltà nell'approvvigionamento di prodotti freschi come frutta e verdura, merci che richiedono consegne frequenti e una distribuzione regolare. I sindaci della zona del Gargano hanno riferito che la situazione riguarda numerosi centri e che il sistema logistico locale è prossimo al collasso.

Il nodo della provincia di Foggia rappresenta uno snodo fondamentale per il trasporto delle merci tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, e la sua paralisi produce effetti a catena sull'intera filiera distributiva.

Carburante esaurito e code ai distributori

Sul fronte dei carburanti la situazione non è migliore. Numerosi distributori risultano già a secco, con lunghe code di automobilisti in attesa di fare rifornimento. A Lecce molti impianti non hanno più gasolio, e si registrano episodi di automobilisti presentatisi alle pompe con cisterne da mille litri per fare scorta. La raffineria Eni di Taranto, che rifornisce vaste zone di Puglia, Basilicata e Calabria, ha visto rallentare le proprie operazioni a causa dei blocchi stradali che impediscono l'accesso delle autocisterne.

Le richieste degli autotrasportatori

Alla base della protesta c'è l'aumento insostenibile del costo del gasolio, che gli operatori del settore indicano aver superato la soglia dei 2,40-2,50 euro al litro. Le tariffe di trasporto, sostengono, sono rimaste bloccate mentre i clienti non intendono riconoscere aumenti. Il rimborso previsto dal governo, secondo le aziende di autotrasporto, risultava adeguato quando il gasolio costava circa 1,50 euro e oggi non è più sufficiente.

Le sigle di categoria hanno chiesto un intervento urgente sul prezzo del carburante, e il ministero dei Trasporti ha convocato un tavolo di confronto per il 27 ottobre.

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