Avatar, Fuoco e Cenere: il terzo capitolo è spettacolare, ma chiuderà la saga di Cameron?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Da domani, mercoledì 17 dicembre, le sale italiane accoglieranno Avatar: Fuoco e Cenere, il terzo atto dell’epica fantascientifica ideata da James Cameron, che riporta il pubblico sul pianeta Pandora. Il film, la cui uscita conclude di fatto la trilogia iniziata nel lontano 2009, vede il ritorno di un cast consolidato – da Sam Worthington e Zoe Saldana a Stephen Lang e Sigourney Weaver – arricchito dalla presenza di Oona Chaplin. La narrazione, che procede senza soluzione di continuità rispetto alle vicende de La via dell’acqua, si concentra sulle conseguenze del lutto che grava sulla famiglia Sully, costretta a trovare riparo presso il clan dei Metkayina mentre deve guardarsi dalla minaccia sempre presente del Colonnello Quaritch.

Una conclusione spettacolare ma narrativamente circoscritta

Sebbene sul piano visivo e dell’esperienza immersiva il lungometraggio, come del resto tutta la produzione di Cameron, gridi “cinema” in ogni fotogramma, dal punto di vista narrativo non sembra ampliare in maniera decisiva l’universo già esplorato. La pellicola approfondisce, piuttosto, le dinamiche interne al gruppo familiare, mettendo in risalto le tensioni generate dalla presenza dell’umano Spider, il quale, sebbene legato ai Sully, rimane un elemento di potenziale pericolo a causa dell’ossessiva caccia di Quaritch, che in lui vede non solo una traccia per raggiungere Jake ma anche, in un certo senso, ciò che gli resta di un legame filiale.

Il futuro del franchise legato al responso del botteghino

Proprio questo terzo capitolo, nonostante gli annunci ufficiali parlino di altri due sequel già calendarizzati per il 2029 e il 2031, rappresenta un punto di potenziale chiusura. Il claim del film, infatti, viene integrato con quello dell’intero franchising, suggerendo una possibile fine del viaggio. La decisione di procedere o meno con i progetti successivi, come ammesso dallo stesso regista, dipenderà in modo cruciale dai risultati economici che Fuoco e Cenere saprà ottenere. Cameron, insomma, si è lasciato una porta aperta, ma è pronto a deporre la macchina da presa se i numeri non dovessessere all’altezza delle aspettative, chiudendo così la saga con una trilogia compiuta.

Un’immersione nel conflitto tra dolore e vendetta

Il Titolo stesso, Fuoco e Cenere, allude efficacemente ai due poli tematici che percorrono la storia: la furia distruttiva dell’odio e la desolazione che segue la perdita. La regia magistrale di Cameron dosa questi elementi, costruendo sequenze di azione mozzafiato alternate a momenti di introspezione, sebbene alcuni osservatori notino come il terreno esplorato sia ormai quello di un percorso già tracciato. Il film, in definitiva, si propone come un colpo d’occhio di straordinaria potenza, capace di trasportare ancora una volta lo spettatore in un mondo altro, mentre conclude gli archi narrativi principali aperti con il primo, storico episodio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.