Campi Flegrei, 382 persone sgomberate: l’allerta resta gialla
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Redazione Interno
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I Campi Flegrei, area vulcanica tra le più monitorate al mondo, continuano a essere al centro dell’attenzione per il crescente numero di sgomberi legati al rischio sismico e vulcanico. Ad oggi, le ordinanze di sgombero emesse hanno coinvolto 161 nuclei familiari, per un totale di 382 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Di queste, 50 sono state ospitate in strutture alberghiere, mentre le altre hanno trovato sistemazioni autonome. A Napoli, nello specifico, sono 238 le persone sgomberate, suddivise in 113 famiglie, con 56 individui alloggiati in alberghi e 151 che hanno optato per soluzioni indipendenti.
Il Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con la Commissione Grandi Rischi, sta lavorando da tempo per affinare il sistema di allertamento dedicato ai Campi Flegrei, tenendo conto dei progressi scientifici e tecnologici. Una riunione recente con le autorità locali e territoriali ha rappresentato un passaggio cruciale in questo percorso, finalizzato a migliorare le attività di risposta e la pianificazione delle emergenze. L’obiettivo principale è garantire un’assistenza più efficace alla popolazione, anche alla luce delle ultime esercitazioni nazionali svolte.
Nonostante l’intensificarsi delle scosse sismiche negli ultimi mesi, legate al fenomeno del bradisismo, l’allerta per i Campi Flegrei resta di colore giallo, come stabilito dalla Commissione Grandi Rischi. Questo livello, che indica uno stato di attenzione, è il secondo nella scala di allerta della Protezione Civile, che prevede quattro gradazioni: verde (livello di base), giallo (attenzione), arancione (pre-allarme) e rosso (allarme). L’ipotesi di estendere la scala a sei livelli, inizialmente presa in considerazione, è stata scartata.
Intanto, nell’hub di accoglienza di via Acate a Napoli, 15 persone hanno trovato temporaneo alloggio, mentre altre 16 sono state ospitate nella struttura di Marechiaro “San Francesco d’Assisi”. I numeri, seppure in crescita, riflettono una situazione che rimane sotto controllo, grazie agli sforzi congiunti delle istituzioni e dei cittadini, molti dei quali hanno scelto di organizzarsi in modo autonomo.




