Campi Flegrei, Ciciliano: "Sistema di allerta affinato, ma restiamo in giallo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Roma, 21 marzo – La situazione dei Campi Flegrei, area vulcanica tra le più monitorate al mondo, rimane in una fase di attenzione, senza che si possa parlare di preallarme. Lo ha ribadito il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi a Roma, durante la quale sono stati illustrati gli aggiornamenti relativi ai livelli di allerta e alle fasi operative del sistema di gestione del rischio vulcanico. “Se oggi fosse in vigore la nuova tabella – ha spiegato Ciciliano – e non lo è ancora, per il rischio vulcanico saremmo comunque in giallo, con l’azione operativa del sistema di protezione civile che si collocherebbe nella fase 2”.
Il sistema, come ha precisato Ciciliano, non è stato radicalmente modificato, ma affinato. Le fasi operative, in particolare quelle relative ai livelli giallo e arancione, sono state ridefinite per garantire una risposta più tempestiva ed efficace da parte del sistema nazionale di protezione civile. “Queste due fasi – ha aggiunto – serviranno a rendere più flessibile e adeguabile la risposta alle esigenze specifiche delle aree interessate, in base all’evoluzione della situazione”.
Anche Eugenio Coccia, presidente della Commissione Grandi Rischi, intervenuto durante la conferenza, ha sottolineato che al momento non si può parlare di preallarme. “Siamo in una fase di attenzione – ha dichiarato – e questa attenzione non può essere attenuata”. Coccia ha spiegato che i livelli di allerta restano quattro, contrassegnati dai colori verde (quiescenza), giallo (attenzione), arancione (pre-allarme) e rosso (allarme). Tuttavia, la novità emersa oggi è l’introduzione di sotto-livelli all’interno di queste fasi, che permetteranno una gestione più articolata e precisa dell’emergenza.
La proposta strategica elaborata dalla Protezione Civile, su indicazione della Commissione Grandi Rischi, prevede anche una revisione dei piani operativi di intervento. Tra le ipotesi discusse, vi è quella di un’eventuale evacuazione nella fase operativa 2 del livello arancione, che rappresenta un grado di allerta intermedio tra l’attenzione e l’allarme vero e proprio. Al momento, si tratta di una bozza che dovrà essere sottoposta ai sindaci dell’area flegrea per una valutazione congiunta.
I Campi Flegrei, noti per la loro complessità geologica e per il fenomeno del bradisismo, continuano a essere monitorati costantemente. La zona, che comprende comuni densamente popolati come Pozzuoli, è considerata ad alto rischio vulcanico, e le autorità stanno lavorando per garantire che i piani di emergenza siano sempre aggiornati e pronti a essere attivati in caso di necessità.




