Campi Flegrei, Ciciliano e la frase choc: «Con scossa di quinto grado conti i morti»
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Redazione Interno
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Non si placa la tensione nei Campi Flegrei, dove lo sciame sismico prosegue senza sosta, alimentando preoccupazioni e interrogativi tra i residenti. Due nuove scosse, di magnitudo 3 e 3.1, sono state registrate oggi, 19 febbraio, dall’Osservatorio Vesuviano, confermando una situazione già critica. Ma a far discutere, più dei movimenti tellurici, sono state le parole di Fabio Ciciliano, capo nazionale della Protezione Civile, pronunciate durante un incontro pubblico a Pozzuoli. Rispondendo a una domanda su cosa accadrebbe in caso di una scossa di magnitudo 5, Ciciliano ha dichiarato: «Cadono i palazzi e conti i morti. Funziona così». Una frase netta, diretta, che ha scatenato un polverone.
Le parole di Ciciliano, pronunciate in un contesto già carico di ansia, hanno sollevato critiche e polemiche. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha commentato che il capo della Protezione Civile «sicuramente argomenterà», mentre il primo cittadino di Bacoli, Josi Della Ragione, ha definito la frase «infelice». Anche gli industriali locali hanno espresso preoccupazione, chiedendo chiarimenti su quelle che hanno definito «dichiarazioni gravi».
La situazione nei Campi Flegrei, del resto, è da tempo al centro dell’attenzione. L’area, caratterizzata da un’intensa attività bradisismica, è monitorata costantemente, ma le scosse ravvicinate e il progressivo sollevamento del suolo mantengono alta l’allerta. Le parole di Ciciliano, seppur crude, sembrano riflettere una realtà che molti preferirebbero non affrontare: quella di un territorio fragile, dove un evento sismico di maggiore intensità potrebbe avere conseguenze drammatiche.
Tuttavia, il tono utilizzato ha rischiato di alimentare ulteriormente le paure dei residenti, già provati da mesi di incertezza. L’incontro pubblico, che avrebbe dovuto rassicurare, si è trasformato in un momento di forte tensione, con i cittadini che chiedevano risposte concrete su piani di evacuazione e misure di sicurezza. Ciciliano, da parte sua, non ha usato giri di parole, scegliendo un linguaggio diretto che, però, ha lasciato poco spazio alla speranza.
Intanto, lo sciame sismico continua. Le due scosse di oggi, seppur di magnitudo contenuta, hanno ricordato a tutti la precarietà della situazione. L’Osservatorio Vesuviano, che monitora costantemente l’area, ha rilevato che entrambe le scosse sono avvenute a una profondità di 2 km, nella caldera flegrea. Un dato che, unito alle parole di Ciciliano, ha riacceso il dibattito sulla necessità di interventi strutturali e sulla preparazione della popolazione a fronteggiare un’eventuale emergenza.




