"Scossa di quinto grado? Conto i morti": la frase choc di Ciciliano scatena polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le parole pronunciate ieri da Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile, durante un incontro pubblico a Pozzuoli, hanno acceso un dibattito infuocato. Di fronte a una platea di cittadini preoccupati per l’emergenza bradisismica nei Campi Flegrei, Ciciliano ha risposto senza mezzi termini a una domanda su come verrebbe gestita una scossa di magnitudo 5: «Cadono i palazzi e conto i morti. Funziona così». Una dichiarazione che, pur nella sua crudezza, ha sollevato un polverone, alimentando ulteriormente l’ansia già palpabile tra i residenti dell’area.

L’incontro, organizzato per fare il punto sulla crisi sismica che da mesi interessa la zona, si è svolto in un clima teso, con sindaci e rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) al tavolo dei relatori. I cittadini, molti dei quali vivono da anni sotto la costante minaccia del bradisismo, hanno rivolto domande insistenti sulle misure di sicurezza e sulle procedure da adottare in caso di eventi estremi. È proprio in questo contesto che Ciciliano, pressato dalle richieste di chiarezza, ha scelto un tono diretto, se non brutale, per descrivere uno scenario che, a suo dire, non lascerebbe spazio a interpretazioni.

La frase, però, ha avuto l’effetto di una bomba. Molti hanno interpretato quelle parole come una mancanza di empatia e di preparazione da parte delle istituzioni, accusando Ciciliano di aver sottovalutato la gravità della situazione e di non aver offerto risposte concrete ai timori della popolazione. Altri, invece, hanno difeso il capo della Protezione Civile, sostenendo che la sua risposta, per quanto dura, riflette una realtà incontrovertibile: in caso di un terremoto di tale intensità, i danni sarebbero inevitabili e le priorità si sposterebbero necessariamente verso la gestione dell’emergenza.

La questione, tuttavia, va oltre la semplice scelta lessicale. I Campi Flegrei, area vulcanica tra le più monitorate al mondo, sono da tempo al centro di attenzioni scientifiche e politiche per via del costante sollevamento del suolo, fenomeno noto come bradisismo, che negli ultimi mesi ha registrato un’accelerazione preoccupante. Gli esperti dell’Ingv, pur rassicurando sulla mancanza di segnali premonitori di un’eruzione imminente, non nascondono che l’area è soggetta a un rischio sismico significativo, legato proprio alla dinamica del sottosuolo.

Proprio per questo, le parole di Ciciliano hanno riacceso il dibattito sulla necessità di un piano di evacuazione chiaro e tempestivo, che possa garantire la sicurezza degli abitanti in caso di emergenza. Se da un lato le istituzioni ribadiscono di essere al lavoro per definire protocolli adeguati, dall’altro i residenti chiedono risposte immediate, lamentando una sensazione di abbandono che le recenti dichiarazioni non hanno fatto altro che accentuare.

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