Nuova scossa ai Campi Flegrei, la più forte degli ultimi 40 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Alle 1.25 della notte tra mercoledì e giovedì, i Campi Flegrei sono stati scossi da un terremoto di magnitudo 4.4, il più intenso registrato negli ultimi quarant’anni. L’epicentro, localizzato a soli 2 chilometri di profondità, ha amplificato gli effetti della scossa, facendo tremare non solo le zone limitrofe ma anche quartieri più distanti come il Vomero, nella parte collinare di Napoli. Tredici persone sono rimaste ferite, alcune a causa di calcinacci caduti che hanno sfondato parabrezza di auto, altre per il crollo di un controsoffitto a Bagnoli.
La paura, già latente da mesi a causa della crisi bradisismica in corso, è tornata a diffondersi tra i residenti, molti dei quali hanno trascorso la notte all’aperto, temendo ulteriori scosse. La situazione, già delicata, si complica ulteriormente per le autorità, chiamate a gestire non solo l’emergenza ma anche le crescenti richieste di rassicurazioni da parte della popolazione.
Giovanni Macedonio, vulcanologo di fama internazionale e dirigente di ricerca all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha sottolineato che l’unica forma di prevenzione efficace risiede nella qualità dell’edilizia. «Gli sciami sismici possono durare decine di ore o persino giorni», ha spiegato, cercando di rispondere alle domande più frequenti: quanto durerà questa fase e cosa ci si può aspettare in futuro.
Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, ha ricordato che sotto i Campi Flegrei giace un vulcano attivo, che «non dorme mai». Il fenomeno in atto è legato all’interazione tra magma, situato a circa 10 chilometri di profondità, e fluidi idrotermali e gas presenti a 3 chilometri dal suolo. Questa dinamica provoca l’innalzamento del terreno e, di conseguenza, le scosse sismiche. «Non ci sono evidenze che il vulcano erutterà a breve termine», ha precisato Doglioni, «ma è certo che accadrà: tra 50 o 100 anni, chi può dirlo».
Intanto, la terra continua a tremare, e gli esperti non escludono che possano verificarsi nuove scosse, anche più intense. La popolazione, pur abituata a convivere con il rischio, chiede misure concrete per garantire maggiore sicurezza, mentre le istituzioni sono chiamate a bilanciare la necessità di informazione con quella di evitare allarmismi.




