Le spese militari globali toccano il record dalla Guerra fredda, con la Germania in prima fila

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non accadeva dai tempi della Guerra fredda che il mondo investisse così massicciamente in armamenti, ma il rapporto 2024 dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) non lascia dubbi: la spesa militare globale ha raggiunto i 1.981 miliardi di dollari, segnando un incremento del 9,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che, se da un lato riflette le tensioni geopolitiche sempre più acute, dall’altro conferma come l’Europa – e in particolare la Germania – stia giocando un ruolo centrale in questa corsa al riarmo.

Berlino, che solo pochi anni fa manteneva un profilo difensivo più contenuto, è balzata al quarto posto nella classifica mondiale, scavalcando potenze tradizionali come Regno Unito e Francia. Con un budget destinato alle forze armate che supera i 80 miliardi di dollari, la Germania si colloca ora dietro solo a Usa, Cina e Russia, confermando una svolta storica nella sua politica di sicurezza. Una trasformazione che, come sottolineano gli analisti, è stata accelerata dall’invasione russa dell’Ucraina e dalla necessità di adeguarsi a un contesto internazionale sempre più instabile.

Se i numeri del Sipri dimostrano che il 73% della spesa globale è concentrato nelle prime dieci economie militari, è altrettanto evidente come l’aumento non riguardi solo le superpotenze. In Asia, India e Giappone hanno incrementato i loro budget, mentre in Medio Oriente Arabia Saudita e Israele continuano a destinare risorse ingenti alla difesa. Persino Paesi tradizionalmente neutrali, come la Svezia, hanno annunciato piani di riarmo senza precedenti.

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