Albenga e Napoli, un coro per Faber a 27 anni dalla scomparsa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono passati ventisette anni da quel tragico 11 gennaio, quando Fabrizio De André si spense a soli cinquantotto anni, lasciando un vuoto che la sua musica, invece, ha continuato a riempire con insistenza. Un anniversario che, come ogni anno, si prepara a essere vissuto non in silenzio, ma attraverso le note e le voci di chi non ha smesso di ascoltare e cantare quelle storie di emarginati e anime belle. Ad Albenga, dove l’orologio si ferma simbolicamente alle 2.30 della notte, l’associazione dei Fieui di caruggi deporrà un mazzo di fiori nella piazza sul lungomare a lui intitolata, un gesto semplice che rinsalda quel legame, ormai inscindibile, tra il cantautore e la cittadina ligure, spesso evocata come una sua seconda patria. Un’adesione popolare che si rinnova, invitando chiunque a unirsi a quel ricordo collettivo e discreto.

Dalla piazza napoletana al teatro

Contemporaneamente, in un’altra piazza simbolo, quella del Plebiscito a Napoli, l’undici gennaio si trasformerà in un palcoscenico libero e spontaneo per la sesta edizione della Cantata Anarchica. Un raduno gratuito, esteso a molte altre città italiane, dove le canzoni di De André risuoneranno a partire dalle ore 20 grazie a voci e strumenti di chi vorrà partecipare, in una condivisione che prevede pure un momento di solidarietà, mentre la Galleria Umberto I si terrà pronta, come riparo, in caso di maltempo. Un tributo orizzontale, quasi una restituzione alla collettività di un patrimonio poetico che non conosce padroni.

I tributi musicali in scena

Ma l’omaggio a Faber, la cui opera sembra resistere intatta al passare del tempo, assume anche forme più strutturate e teatrali. Già domenica 22 febbraio, il Teatro Politeama ospiterà “Parole di Faber – Il Grande Tributo”, con un cast rinnovato di professionisti e una voce solista che promette di riecheggiare il timbro e l’intensità dell’originale. Uno spettacolo che si propone di ripercorrere, con fedeltà e rispetto, il viaggio musicale dell’artista, attingendo sia al repertorio più amato sia alle sonorità delle celebri performance con la PFM, in un equilibrio tra eleganza e profondità.

La testimonianza di chi suonò con lui

Un’altra testimonianza, diretta e carica di memoria, arriva invece dal batterista Ellade Bandini, che con De André condivise palchi e sessioni in studio a partire dal 1984. Sarà lui, assieme agli Hotel Supramonte, a salire sul palco del Teatro Moderno in un concerto dal Titolo eloquente: “Era un gigante”. Il gruppo, il cui nome è già un prestito da un verso faberiano, offrirà reinterpretazioni di alcuni brani celebri, mentre Bandini porterà con sé il bagaglio di un’esperienza diretta, fatta non solo di tecniche ma di empatia, rendendo quell’omaggio qualcosa di più di una semplice esecuzione.

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