Mondiali 2026, la Colombia batte il Ghana e se la vedrà con la Svizzera
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Redazione Sport
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Si è chiuso a Kansas City l'ultimo sedicesimo di finale dei Mondiali 2026, e a sorridere al termine della gara è stata la Colombia, che ha superato il Ghana per uno a zero grazie a un guizzo di Jhon Arias nei primi quindici minuti di gioco. Il risultato, però, non racconta tutta la verità del campo: i sudamericani, infatti, hanno letteralmente dominato l'incontro, creando una valanga di occasioni da gol e concedendo agli avversari zero tiri in porta, un dato statistico che la dice lunga sull'andamento della partita.
L'inerzia del match si è subito indirizzata a favore dei Cafeteros, quel soprannome che richiama le estese coltivazioni di caffè del Paese e che in questa rassegna iridata sta diventando sinonimo di bel gioco e concretezza difensiva. Dopo il vantaggio firmato da Arias, la squadra guidata da Nestor Lorenzo ha preso in mano le redini del gioco, dando vita a un assedio prolungato alla porta ghanese che ha tenuto i tifosi col fiato sospeso per tutto il resto della gara.
L'assedio inconcluso e l'inquietudine colombiana
Il resto del match è stato un lungo monologo offensivo dei sudamericani, che hanno cercato a più riprese la rete della sicurezza senza però mai riuscire a trovarla, nonostante una sfilza di palle gol clamorose. Le occasioni più nitide sono finite sui piedi di Luis Diaz, che nella ripresa ha anche visto annullarsi un gol per una posizione di fuorigioco piuttosto controversa, e del solito Luis Suarez, senza dimenticare il tiro di Rios, entrato nell'intervallo al posto di James Rodriguez e subito pericoloso.
E forse è proprio in questa incapacità di chiudere definitivamente la partita che risiede l'unico elemento di inquietudine per una squadra che sta viaggiando sulle ali dell'entusiasmo. Il bel gioco c'è, la manovra è fluida e il palleggio riesce a disorientare le difese avversarie, ma al momento di concretizzare l'ultimo passaggio o di mettere la palla in rete manca sempre qualcosa: un difetto che aveva già penalizzato la formazione di Lorenzo nel pareggio a reti bianche contro il Portogallo e che ora riemerge proprio alla vigilia di un turno a eliminazione diretta.
La Svizzera all'orizzonte e il precedente del 1994
Martedì, con la qualificazione ormai in tasca, la Colombia si troverà di fronte la Svizzera nell'ultimo ottavo di finale del torneo, un avversario ostico e solido che però i Cafeteros conoscono bene per averlo già incrociato in un'altra edizione dei Mondiali. Le due squadre, dicevamo, si erano infatti affrontate in occasione degli Stati Uniti del 1994, quando a imporsi per due a zero furono proprio i sudamericani, anche se quel successo – arrivato all'ultima curva del girone – non aveva poi permesso agli uomini di Roy Hodgson di accedere alla fase successiva.
Al contrario, e qui sta il paradosso di quel lontano torneo, nonostante la vittoria contro gli elvetici la Colombia chiuse il gruppo all'ultimo posto, dando il via a una coda drammatica che rimane ancora oggi impressa nella memoria collettiva del calcio mondiale. Pochi giorni dopo l'eliminazione, Andrés Escobar, diventato tragico protagonista di un'autorete fatale contro gli Stati Uniti, venne ucciso a colpi di pistola nel parcheggio di un bar di Medellín, un episodio che legò per sempre quel Mondiale alla fragilità di un Paese e al lato oscuro del calcio.
I Cafeteros come sorpresa del torneo
Con questo successo, che per le occasioni create e per la prova difensiva è quasi più rotondo di quanto dica il punteggio, la Colombia si è candidata ufficialmente come una delle belle sorprese di questi Mondiali, una di quelle squadre che nessuno si aspettava a questi livelli e che ora comincia a fare paura alle big del torneo.
Il cammino dei Cafeteros, fin qui, è stato caratterizzato da un gioco propositivo e da una solidità difensiva che lascia ben sperare in vista dell'impegno contro la Svizzera, una selezione che ha sempre dimostrato di saper soffrire e di non mollare mai fino all'ultimo secondo.
L'appuntamento è quindi per martedì, quando Colombia e Svizzera si giocheranno l'accesso ai quarti di finale in una partita che si preannuncia equilibrata e ricca di fascino. I sudamericani, però, possono contare su un vantaggio psicologico importante: quello di aver già battuto gli elvetici in passato e di aver costruito, partita dopo partita, una fiducia che al momento sembra difficile da scalfire, nonostante quel piccolo, inquietante difetto sotto porta che potrebbe rivelarsi fatale contro un avversario di ben altro calibro.




