Spread Btp-Bund oltre quota 100, il decennale sale al 4,6%: Giorgetti richiama l'attenzione sul debito

Spread Btp-Bund oltre quota 100, il decennale sale al 4,6%: Giorgetti richiama l'attenzione sul debito
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la seduta a quota 100 punti base sulla piattaforma di Borsa Italiana, in rialzo di 3,5 punti rispetto alla chiusura precedente. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi torna così sui livelli più alti dalla primavera del 2025, dopo aver toccato nel corso della giornata un picco di 100,17. Su Bloomberg la rilevazione si attesta attorno ai 99 punti, una discrepanza che dipende dal paniere di titoli utilizzato per il calcolo.

Il movimento si accompagna a un deciso rialzo dei rendimenti sul debito italiano: il Btp con scadenza luglio 2036 ha chiuso al 4,61%, aggiornando i massimi da novembre 2023. Il Bund tedesco di pari durata si è attestato invece intorno al 3,62%, lasciando invariato il divario che gli operatori seguono come termometro del premio al rischio richiesto per detenere titoli italiani.

Un'asta sotto tensione

Il rialzo dello spread arriva in una giornata segnata dall'asta dei titoli di Stato italiani, che ha visto il Tesoro collocare Btp a cinque e dieci anni su livelli che non si vedevano dall'ottobre del 2023. Il Btp a cinque anni è stato assegnato con un rendimento del 4,08%, in aumento di 63 punti base, mentre il decennale è stato collocato al 4,58%, con un incremento di 49 punti base rispetto all'emissione precedente. La domanda degli investitori è rimasta superiore agli importi offerti, ma il costo che lo Stato deve riconoscere per finanziarsi sulle nuove emissioni è salito in modo marcato.

Il quadro emerge anche dal Programma trimestrale di emissione pubblicato dal Ministero dell'Economia: il costo medio all'emissione nei primi otto mesi dell'anno è salito al 2,94%, dal 2,75% medio dell'intero 2025, un segnale diretto delle condizioni di finanziamento più onerose. Per la restante parte dell'anno, il Mef stima emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine comprese tra 59 e 69 miliardi di euro, a fronte di scadenze da coprire per circa 64,4 miliardi.

La crisi di Hormuz e i Treasury americani

La pressione sui bond italiani si inserisce in un contesto di tensioni globali che travalica i confini nazionali. Sul mercato americano, il rendimento del Treasury a 30 anni ha superato il 5,6%, toccando i livelli più alti dal 2002, mentre il decennale è balzato oltre il 5,2% dopo un aumento di oltre 100 punti base dall'inizio dell'anno.

A pesare sono le aspettative di inflazione alimentate dal blocco dello Stretto di Hormuz, che dal marzo scorso paralizza una delle rotte energetiche più strategiche del pianeta: da qui transita ogni giorno circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, e il blocco ha spinto il prezzo del Brent oltre i 120 dollari al barile, con un rincaro del 60% rispetto a febbraio.

La correlazione tra il prezzo del greggio e i rendimenti dei Treasury ha raggiunto i livelli più stretti dal 1990, secondo i dati elaborati da Cboe, un segnale di quanto il mercato obbligazionario globale sia diventato dipendente dall'evoluzione della crisi mediorientale. Anche in Europa i rendimenti seguono la stessa traiettoria: il Bund decennale tedesco è salito al 3,64%, massimo dal settembre 2008, e il differenziale francese rispetto al Bund ha toccato i 119 punti base.

Il monito di Giorgetti e i margini della manovra

Sul fronte politico, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato il superamento di quota 100 a margine della visita a Praga con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Come ho sempre detto, bisogna stare molto attenti al debito, per fortuna che siamo stati attenti al debito nei quattro anni precedenti, per fortuna», ha dichiarato Giorgetti, ribadendo il concetto in più occasioni.

Il ritorno dello spread sui livelli della primavera 2025 arriva in un momento delicato per i conti pubblici italiani, con il rapporto debito/Pil previsto oltre il 138% per il prossimo anno e la manovra per il 2027 da costruire in un quadro di risorse limitate. L'Italia non è uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo e il governo ha avviato un'interlocuzione con Bruxelles per ottenere margini di flessibilità sulle spese per l'energia e la difesa, una partita che si intreccia con il costo più alto del finanziamento del debito.

Le previsioni di Man Group sui rendimenti a lungo termine

A livello internazionale, l'attenzione degli operatori si concentra sulle prospettive dei rendimenti a lungo termine. Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group, in un'intervista a Bloomberg Television ha affermato che il rendimento del Treasury a 30 anni potrebbe raggiungere il 5,5% entro la fine dell'anno, un livello che definisce critico per due pilastri dell'economia americana: gli investimenti in intelligenza artificiale e la spesa dei consumatori.

«Qualcosa dovrà cedere», ha detto Hooper, spiegando che costi di finanziamento più elevati aumentano il tasso di rendimento richiesto per giustificare gli investimenti in capacità di calcolo e infrastrutture digitali, mentre i tassi sui mutui e sul credito al consumo restano strettamente correlati al rendimento del decennale.

La strategist ha attribuito il rialzo dei rendimenti non tanto a un'economia in forte espansione quanto a preoccupazioni di natura fiscale e al peso del debito pubblico americano, definendo «anomala» la velocità con cui i tassi a lungo termine sono saliti nel corso dell'anno.

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