Novant’anni di Topolino, Torino celebra la piccola Fiat che cambiò il Paese

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Torino si è trasformata, per quattro giorni, in un museo a cielo aperto. Cofani arrotondati e parafanghi pronunciati hanno invaso le strade, da piazza Vittorio Veneto fino alle colline che ospitano la Sacra di San Michele, in una manifestazione che ha saputo coniugare la memoria storica con la passione collezionistica.

Dall'11 al 14 giugno, oltre 130 equipaggi provenienti da dieci Paesi europei ed extraeuropei hanno dato vita a "La Topolino va ai 90", il raduno internazionale che ha celebrato il novantesimo anniversario della Fiat 500, la vettura che, nata nel lontano 1936, avrebbe cambiato per sempre il volto della mobilità italiana.

Il raduno che ha riportato la "piccola grande auto" sulle strade di Torino

L'evento, organizzato dal Topolino Autoclub Italia in collaborazione con il Club Topolino Fiat Torino, ha rappresentato un appuntamento ormai consolidato nel calendario degli appassionati, dal momento che, come succede dal 2006, ogni dieci anni la città sabauda ospita i festeggiamenti per gli anniversari a cifra tonda della "prima" delle utilitarie torinesi.

Il programma, denso e articolato, ha condotto la carovana di piccole vetture attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del Piemonte: dopo la prima tappa alla Sacra di San Michele, gli equipaggi, suddivisi in due gruppi, hanno percorso un anello attorno alla città, toccando la Reggia di Venaria e la Basilica di Superga, per poi concludere il loro viaggio al Castello di Rivoli, sede del Museo d'Arte Contemporanea.

Momento clou della manifestazione è stata la sosta in piazza Vittorio Veneto, dove le automobili d'epoca sono state esposte in una suggestiva mostra statica che ha attirato l'attenzione di torinesi e turisti. Per l'occasione, gli equipaggi hanno potuto vivere un'esperienza unica, spostandosi a bordo dei tram storici dell'Associazione Torinese Tram Storici per raggiungere il celebre Museo Egizio.

La serata di gala, ospitata presso l'Heritage Hub di Mirafiori, ha suggellato l'atmosfera di festa, mentre durante tutto il percorso la sicurezza del serpentone di auto storiche è stata garantita dalla Polizia Locale e dalla Polizia Stradale, che ha messo a disposizione una Fiat 1300 del 1964 proveniente dall'Autocentro di Firenze.

Dante Giacosa e la genesi della vettura che motorizzò l'Italia

Per comprendere appieno il significato di questa ricorrenza, bisogna tornare indietro di quasi un secolo. L'idea di una vettura economica, accessibile alle masse, non nacque per caso, ma fu il frutto di precise direttive politiche; Benito Mussolini, attraverso decreti legge volti a proteggere l'industria nazionale e a contrastare l'arrivo di colossi come Ford e General Motors, impose a Giovanni Agnelli la realizzazione di un'utilitaria dal prezzo contenuto, fissato idealmente a 5.000 lire.

L'incarico progettuale venne affidato a Dante Giacosa, un ingegnere che seppe operare un vero miracolo di ingegneria, miniaturizzando i concetti della precedente Balilla. Il prototipo, però, arrivò dopo alcune vicissitudini: un primo tentativo a trazione anteriore, progettato da Oreste Lardone, era andato in fiamme durante un collaudo al quale assisteva lo stesso senatore Agnelli, portando alla momentanea esclusione di quella soluzione tecnica.

Giacosa, quindi, ripiegò su una configurazione più tradizionale, ma non per questo meno innovativa. La vettura che ne risultò, presentata ufficialmente il 15 giugno 1936, pesava appena 535 chilogrammi e montava un motore quattro cilindri da 569 centimetri cubici e 13 cavalli, capace di spingere l'auto fino a circa 85 chilometri orari. Pur non rispettando il prezzo imposto dal regime (venne venduta a 8.

900 lire), la "500 A" conquistò immediatamente il favore del pubblico, che la ribattezzò affettuosamente "Topolino" per via della somiglianza dei fari anteriori con il musetto del celebre personaggio Disney.

Un'icona globale e l'assemblea europea dei club

Oltre a rappresentare un simbolo del miracolo economico italiano e un veicolo di emancipazione sociale per milioni di famiglie, la Topolino assunse ben presto una dimensione internazionale. La sua produzione, che durò fino al gennaio del 1955 con oltre 520.000 esemplari, non si limitò ai confini nazionali: la piccola utilitaria venne infatti costruita su licenza in Francia con il marchio Simca, in Germania come NSU-Fiat e in Polonia, consolidando la sua fama di "world car" ante litteram.

Nel corso del raduno torinese, si è tenuta anche l'assemblea della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs, un'occasione per rafforzare i legami tra gli appassionati del Vecchio Continente e definire il calendario dei prossimi eventi. La prossima tappa internazionale, che si svolgerà con cadenza annuale, è già stata fissata per il 2027 a Rotterdam, nei Paesi Bassi, a testimonianza di un interesse che non accenna a diminuire.

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