Ex Ilva, prorogato al 26 settembre il termine per le offerte
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Redazione Interno
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Gli investitori interessati all’acquisto dei complessi aziendali ex Ilva avranno a disposizione altri dieci giorni per perfezionare e presentare le proprie offerte vincolanti. I commissari straordinari, che gestiscono le procedure per Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, hanno infatti accolto la richiesta dei soggetti proponenti, prorogando la scadenza originaria del 15 settembre al prossimo 26 settembre. L’obiettivo dichiarato, come si legge nella nota ufficiale, è quello di consentire un più accurato completamento della documentazione necessaria, in un’operazione dalla complessità senza precedenti.
Attualmente, i gruppi rimasti in gara sono due: gli indiani di Jindal International e gli americani del fondo Bedrock. Assente, invece, il consorzio azero composto da Baku Steel Company e Azerbaijan Investment, che si è formalmente sfilato dalla procedura. Un passo indietro significativo, poiché lo stesso soggetto, durante il primo bando di gara, aveva presentato quella che era stata valutata come l’offerta migliore. Secondo le valutazioni del Ministero delle Imprese, alla base della rinuncia vi sarebbe l’indisponibilità di Taranto a ospitare la nave rigassificatrice, un’infrastruttura energetica ritenuta cruciale per il futuro industriale del sito.
La defezione degli azeri, del resto, non fa che aggravare un quadro già di per sé estremamente complesso, come sottolineato da Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl, il quale ha parlato di «connotazioni drammatiche sul piano industriale e sociale». L’annuncio del ritiro, peraltro, coincide con la richiesta di cassa integrazione per altri mille lavoratori, un segnale che alimenta le preoccupazioni per la tenuta occupazionale dell’intero indotto. Senza un’adeguata dotazione energetica, del resto, qualsiasi progetto industriale apparirebbe velleitario.




