Terrore sull’autostrada A14: commando assalta un portavalori con kalashnikov ed esplosivo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un commando armato, composto da almeno dieci persone, ha messo a segno un audace assalto a un furgone portavalori nel pomeriggio di martedì 7 gennaio, seminando il panico lungo l’autostrada A14 all’altezza di Cerignola, in direzione di Bari. L’azione, caratterizzata da una violenza inaudita e una pianificazione meticolosa, si è svolta attorno alle ore 16, quando il blindato della ditta Battistolli è stato avvicinato e circondato dai malviventi, che hanno immediatamente aperto il fuoco con kalashnikov, colpi sparati a scopo intimidatorio per immobilizzare il veicolo e terrorizzare gli addetti alla sicurezza, rimasti fortunatamente illesi ma sotto shock. La dinamica, che ricorda da vicino un analogo episodio verificatosi solo due giorni prima nei pressi di Ortona, suggerisce l’operato di una stessa banda specializzata, la quale, dopo aver bloccato il traffico, ha fatto esplodere un ordigno per sfondare il portellone del mezzo e impossessarsi del denaro trasportato.
La strategia della fuga: auto in fiamme e chiodi sull'asfalto
Per garantirsi una via di fuga agevole e ritardare il più possibile l’arrivo delle forze dell’ordine, i banditi hanno messo in atto una serie di azioni di disturbo degne di un’operazione militare. Hanno dato alle fiamme tre autovetture, probabilmente rubate in precedenza, creando una barriera di fuoco e fumo che, unita all’impiego di fumogeni, ha gettato nello scompiglio l’arteria stradale, già paralizzata dalla paura. Inoltre, lungo il manto dell’autostrada sono stati disseminati chiodi a tre punte, un accorgimento brutale ma efficace per forare gli pneumatici dei eventuali inseguitori, dimostrando una freddezza operativa che ha lasciato di stucco gli investigatori, i quali stanno ora setacciando ogni traccia sul posto, dal chilometro 595 fino al bivio per la diramazione Napoli-Canosa.
Le indagini sul campo e il modus operandi
Sul tratto interessato dall’assalto, tra Cerignola Est e Canosa di Puglia, i tecnici della polizia scientifica e i carabinieri del nucleo investigativo stanno conducendo un’attenta perlustrazione, alla ricerca di bossoli, residui dell’esplosivo utilizzato e qualsiasi elemento possa ricondurre agli autori del colpo. L’uso di armi da guerra, la precisione nell’esecuzione e la scelta di obiettivi blindati su autostrade principali delineano un profilo criminale di alto livello, che opera con spregiudicatezza in ore diurnhe e in contesti ad alto traffico, puntando sulla rapidità e sulla forza bruta. Il fatto che non si siano registrati feriti, nonostante la mole di fuoco sprigionata e l’esplosione, appare più un caso fortunato che l’intenzione dei rapinatori, i quali non hanno esitato a mettere a rischio la vita degli automobilisti ignari.
Il quadro inquietante degli assalti al portavalori
L’episodio di Cerignola si inserisce in un quadro allarmante che vede, in pochi giorni, il ripetersi di assalti simili nel centro-sud Italia, azioni che testimoniano un’escalation pericolosa nelle modalità e nei mezzi impiegati dalla criminalità organizzata o da gruppi banditi dediti a questo specifico reato. L’attenzione delle procure competenti è ora massima, con uno scambio di informazioni tra le diverse squadre investigative per verificare ogni possibile collegamento, analizzando nel dettaglio le tecniche usate, dalla tipologia dell’esplosivo ai metodi di disturbo della fuga. L’obiettivo è quello di identificare e smantellare una struttura che, evidentemente, agisce con intelligence e risorse notevoli, sfidando apertamente l’ordine pubblico sulla rete viaria principale del paese.




